Giudiziaria Ragusa 07/04/2017 11:57 Notizia letta: 1329 volte

Pamela Canzonieri, un giallo che nessuno sembra voler risolvere

E' stato veramente Patricio Do Santos ad ucciderla? I dubbi
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Ragusa - Era il 17 novembre del 2016 quando la 39enne Pamela Canzonieri venne ritrovata morta nel suo appartamento a Morro de Sao Paolo, in Brasile. E da allora, è come se su quella morte fosse calato un velo di silenzio. Che fine ha fatto Antonio Patricio Do Santos detto “Fabrizio”? E’ ancora in carcere? Ma, soprattutto, è stato veramente lui ad uccidere la giovane ragusana? Domande a cui nessuno ha dato risposta.

La famiglia di Pamela, composta dal padre Gianni, dalla mamma Sara e dalla sorella Valeria, chiede a gran voce che sia fatta giustizia per la loro congiunta. Un giallo, quello della morte di Pamela Canzonieri. Né le autorità giudiziarie italiane o brasiliane, infatti, hanno più fatto avere notizie ai parenti. La prima domanda da porsi è la seguente: Patricio Do Santos è veramente l’assassino di Pamela? E’ credibile che la donna sia stata uccisa perché rifiutò un bacio del brasiliano? Certo, Do Santos aveva alcuni precedenti per spaccio di droga, ma la domanda da porsi è la seguente: perché le autorità brasiliane non danno notizie ai familiari?

La sorella di Pamela, Valeria, ha inviato  mail all’ambasciata italiana in Brasile e alla Farnesina e continua a ricevere la solita risposta: “Il procedimento è in corso, ma tutto è fermo”. La famiglia si è affidata al penalista ragusano Gianluca Gulino, che è alla ricerca di un collega avvocato brasiliano disposto a sollecitare l’autorità giudiziaria. Il problema, però, sono i costi. La famiglia Canzonieri, infatti, ha più volte dichiarato di non poter sostenere le spese per approfondire ulteriori indagini oltreoceano.

L’avvocato Gulino il 13 febbraio scorso ha inviato una memoria al pubblico ministero presso il Tribunale di Roma. Il penalista ricostruisce la vicenda a mette in evidenza le  incongruenze sia nelle indagini condotte dall’autorità giudiziaria brasiliana, sia nel referto dell’autopsia effettuata sul corpo di Pamela dal dott. Ronald Miranda Rihan su incarico della Polizia tecnica di Itabuna (Stato di Bahia). In pratica, il penalista solleva dubbi “sulla superficialità delle indagini in Brasile” e chiede al pm romano Elisabetta Ceniccola di procedere all’audizione di Fabio Marzovilla, l’amico di Pamela che avrebbe scoperto il corpo senza vita e che si è prodigato per fare rientrare la salma dal Brasile fino a Ragusa, presente il giorno dei funerali, che da allora non è più rientrato in Brasile.

Secondo la denuncia della polizia territoriale di Cairu, Pamela sarebbe deceduta alle ore 22 del 17 novembre 2016 per asfissia meccanica, in conseguenza di compressione cercivale esterna”. Sarebbe stata strangolata. Ma gli amici di Pamela hanno dichiarato che l’ora della morte sarebbe avvenuta alle 18.30 e non alle 22.

Troppe, le versioni contrastanti. Il sospetto è che l’assassino di Pamela non sia quel giovane brasiliano, un criminale da mezza tacca, ma un altro uomo, rimasto sconosciuto, a cui Pamela avrebbe aperto la porta volontariamente. Pamela, inoltre, non sarebbe stata trovata morta nel suo letto, ma in quello della coinquilina a cui aveva subaffittato la camera.

La famiglia, insomma, chiede che a pagare sia il vero assassino di Pamela e che venga dato loro un aiuto economico affinchè possano incaricare un avvocato e un patologo brasiliani. Si è scoperto, infine, che dalla casa di Pamela mancavano anche 300 raeis (la moneta brasiliana, corrispondenti a circa 90 euro, ma c’è da considerare che in Brasile è una grossa cifra). Inoltre, sarebbero sparite perfino le lenzuola.

Irene Savasta
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