Sanità Ragusa 11/04/2017 09:43 Notizia letta: 1349 volte

A Ragusa, la chirurgia minivasiva per asportare le metastasi epatiche

Intervento su un uomo di 77 anni
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Ragusa - L’equipe chirurgica del Dr. Gianluca Di Mauro, affiancata dall’attento lavoro dell’equipe di Anestesia e Rianimazione diretta dal Dr. Luigi  Rabito, ha realizzato  un importante intervento di resezione di fegato attraverso cinque fori centimetrici.

Un uomo di 77 anni, già operato,  un anno prima,  di tumore del  colon e sottoposto a chemioterapia presso l’Oncologia medica di Ragusa, ha avuto bisogno della chirurgia per la presenza di metastasi epatiche.  L’intervento in laparoscopia è durata poco più di tre ore e ha previsto: la mobilizzazione di tutto il fegato dalle aderenze con le strutture anatomiche vicine (muscolo  diaframma, rene e surrene destro, vena cava sottoepatica); l’esplorazione dell’organo alla luce infrarossa che ha confermato la sede e l’unicità della lesione metastatica (tecnica praticata da pochi centri in Italia);     la resezione della porzione del fegato comprendente la metastasi e  l’asportazione della colecisti.

Il paziente ha perso pochissimo  sangue da non richiedere alcuna trasfusione; infatti prima giornata è tornato a camminare e si è rialimentato. In ottava giornata è tornato a casa senza complicanze.

Da qualche mese questo tipo di chirurgia resettiva finalizzata all’asportazione di metastasi epatiche viene effettuata anche presso l’Unità Operativa Complessa di Chirurgia Generale 1 dell’Ospedale Civile di Ragusa arricchendo così l’offerta terapeutica per i malati oncologici. Questo trattamento richiede un lavoro di squadra tra chirurghi, radiologi, oncologi e radioterapisti.

Il fegato rappresenta la sede più frequente di metastasi da carcinoma colorettale e, nella maggioranza dei casi, l’interessamento epatico determina la durata e la qualità di vita del paziente. Circa il 50% dei pazienti con tumore colo-rettale sviluppa o svilupperà metastasi epatiche durante il corso della malattia (15-25% dei pazienti presenta metastasi epatiche alla diagnosi, mentre nei restanti casi le metastasi epatiche insorgono in periodi diversi dell’evoluzione clinica della malattia).

I notevoli progressi nelle tecniche chirurgiche e farmacologiche e nella conoscenza della malattia hanno reso il tumore metastatico del fegato sempre più curabile, tanto che un paziente su tre con metastasi epatiche da tumore del colon-retto può sottoporsi a trattamenti con l’obiettivo di curare la malattia che con molta probabilità non si ripresenterà nei dieci anni successivi.

La resezione chirurgica costituisce attualmente il trattamento di prima scelta per i pazienti portatori di metastasi da carcinoma colorettale. Nessuna modalità alternativa di trattamento, sia locale - termoablazione mediante radiofrequenza, alcolizzazione -  sia generale (chemioterapia) ha sino ad ora dato risultati simili alla chirurgia.

In effetti, la sopravvivenza a 5 anni dall’intervento dei pazienti sottoposti a resezione epatica per metastasi da carcinoma colorettale è compresa tra il 16% ed il 49%, percentuali che rappresentano risultati incoraggianti rispetto alla sopravvivenza dei pazienti non trattati (0-3%). La resezione chirurgica consente inoltre significative sopravvivenze e lungo termine (17%-33% a 10 anni).

Redazione
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