Cronaca Ragusa 15/04/2017 09:41 Notizia letta: 3943 volte

Ragusa, arrestato pedofilo, abusava della figlia della compagna

Scoperto per puro caso
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Ragusa - Da anni avrebbe abusato sessualmente di una bambina che non ha ancora compiuto 13 anni, figlia della sua convivente: è l'accusa mossa a un uomo fermato dalla polizia di Stato di Ragusa.

A fare luce sulla vicenda il sistema di videosorveglianza di una casa di campagna dove aveva condotto la vittima per compiere atti sessuali. Il proprietario, ignaro, quando è tornato ha visto oggetti spostati e ha pensato che fossero entrati i ladri e quindi ha controllato la registrazione del sistema di sorveglianza.

La grande differenza di età tra l'uomo e la bambina lo ha spinto a portare il filmato in Questura. Agenti della squadra mobile li hanno identificati.

La bambina è stata sentita nella sala audizioni protette della polizia di Stato, assistita da investigatori specializzati, e ha raccontato gli abusi che subiva da anni. L'uomo è stato fermato e il gip di Ragusa ha emesso una misura cautelare in carcere nella sezione speciale dei sex offender.

Si tratta di un quarantenne. 

Un solerte ed intelligente cittadino ragusano aveva installato mesi addietro delle telecamere per controllare la casa di campagna. La scorsa settimana, notando che alcuni oggetti del cortile fossero stati spostati, cercava di capire se vi fosse stato un tentativo di furto ai suoi danni.
Esaminando le immagini catturate dalla video sorveglianza, si insospettiva quando notava la presenza di un uomo e di un’altra figura rassomigliante ad una ragazzina di giovanissima età.
Seppur non avesse subito alcun furto ed avendo appreso che il cortile di casa fosse stato utilizzato solo come luogo dove nascondersi per consumare atti sessuali, l’onesto cittadino, con grande acume, avvisava la Squadra Mobile che immediatamente andava ad analizzare le immagini.

La conoscenza del territorio e dei soggetti che ivi orbitano, ha permesso agli investigatori della Polizia di Stato di riconoscere l’uomo in quanto pluripregiudicato per altre tipologie di reato. L’utilizzo di speciali software per la gestione delle immagini e l’abilità acquisita negli anni di indagini tecnico-scientifiche dalla Squadra Mobile di Ragusa hanno permesso di focalizzare l’attenzione sul soggetto di probabile interesse investigativo nel giro di poche ore.
La Squadra Mobile concordava con il Pubblico Ministero Dott. Marco Rota un intervento immediato per porre fine agli abusi subiti dalla piccola. Un team di investigatori specializzato della Sezione Reati contro i minori ha ascoltato la bambina che con grande coraggio e nonostante la fisiologica paura, ha raccontato tutto alle poliziotte ed alla psicologa (indispensabile per reati di questa tipologia).
Un altro team di investigatori ha individuato il criminale conducendolo presso gli uffici della Squadra Mobile dove, nonostante una prima reticenza, ha ammesso quanto accaduto e i precedenti abusi da lui commessi negli anni ai danni della figlia della donna con la quale conviveva.
Anche la madre della piccola, nonché compagna da anni dell’uomo, è stata escussa dagli investigatori ed era ignara di quanto il criminale commettesse in sua assenza. Presa dallo sconforto e colta da malore, la donna ha sporto querela per i reati non procedibili d’ufficio, avvisando anche il padre della bambina che ha già avanzato le stesse richieste.
Dal racconto della piccola, confermato anche dal soggetto abusante, è emerso che lui minacciasse di far del male a lei ed alla madre che la bambina voleva proteggere pertanto rimaneva in silenzio. Gli abusi avvenivano da anni e questo è stato dichiarato dalla piccola che con grande coraggio e per una liberazione si è affidata alla Polizia di Stato riuscendo a raccontare fatti di una spiccata gravità sia dal punto di vista giuridico che morale.
L’uomo non era la prima volta che portava la piccola in zone di campagna presso casolari abbandonati o case disabitate, così da non essere visti da chi avrebbe potuto informare la Polizia di Stato. Ancora una volta gli impianti di video sorveglianza hanno aiutato gli investigatori e soprattutto la vittima a porre fine agli abusi subiti, quegli abusi che come in questo caso avvenivano anche tra le mura domestiche dove i bambini si sentono protetti e spesso invece sono costretti da ricatti psicologici a subire in silenzio gravissimi reati.
Al termine delle brevi indagini, la Squadra Mobile ha condotto il soggetto in carcere dove sarà allocato presso un reparto speciale dedicato ai sex offender in attesa del giudizio.
Il Giudice per le Indagini Preliminari ha già espletato l’udienza di convalida ed ha applicato la misura cautelare più grave, ovvero quella del collocamento in un Istituto di Pena.

Redazione
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