Attualità Editoria 23/04/2017 12:55 Notizia letta: 276 volte

I grani antichi siciliani, un libro edito a Ragusa

Edito da Le Fate
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Ragusa - I grani antichi siciliani, un testo edito quest'anno da Le Fate, scritto da Gianfranco Venora e Sebastiano Blangiforti. Si tratta di un Manuale tecnico per il riconoscimento delle varietà locali dei frumenti siciliani. Il testo è un prezioso strumento per conoscere la biodiversità del frumento in Sicilia.

La Stazione Sperimentale di Granicoltura di Caltagirone, sin dal suo primo Direttore - Prof. Ugo De Cillis - fino all'attuale Direttore - Dott. Gianfranco Venora - è stata da sempre impegnata nel paziente lavoro di recupero, mantenimento, caratterizzazione, distribuzione e valorizzazione di popolazioni locali di frumento duro e tenero. Il manuale vuole essere un aggiornamento, con una visione attuale e prospettica, del volumetto I frumenti siciliani — patrimonio da mantenere e valorizzare, edito nel 2004 dalla Stazione Consorziale Sperimentale di Granicoltura per la Sicilia, redatto in occasione della riedizione anastatica dell'opera I frumenti siciliani del 1942, a cura del Prof. Ugo De Cillis.

Il manuale I grani antichi siciliani rappresenta per il lettore, soprattutto per chi "non è addetto ai lavori", un prezioso strumento tecnico-scientifico, per effettuare il corretto riconoscimento dei cosiddetti Grani Antichi, tema di grande attualità che recentemente ha suscitato e continua a suscitare grande interesse sia da parte degli attori della filiera cerealicola sia dell'opinione pubblica. Il manuale, dopo aver dato interessanti spunti di riflessione sull'origine, diffusione ed evoluzione dei vari Triticum, nonché aver riportato informazioni sulla preziosa collezione di frumenti della Stazione di Granicoltura e sul lavoro di classificazione sistematica svolto dal De Cillis, dà le chiavi per il riconoscimento, attraverso dodici caratteri morfo-fisiologici distintivi, delle "varietà locali" siciliane descritte accuratamente, grazie alla passione e alla competenza di Sebastiano Blangiforti, in cinquanta schede descrittive corredate di codice QR per accedere on line alle singole schede varietali. 

Redazione
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