Attualità Modica 23/04/2017 11:01 Notizia letta: 2787 volte

I nostri figli uccisi da una bomba. Oggi viviamo a Modica

Profughi siriani
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Modica - Loro si chiamano Aboud e Soha, sono una coppia siriana, di Damasco, che grazie ai buoni uffici dell'arcivescovo di Palermo, don Corrado Lorefice, hanno trovato ospitalità a casa di Angelo Gintoli, un ispettore di polizia. Nel 2014 i loro bambini, Anton e Maichel, 10 e 3 anni, sono stati uccisi dall'esplosione di una bomba, mentre giocavano in balcone. 

Aboud e Soha sono arrivati in Italia due mesi fa grazie a un corridoio umanitario organizzato dalla comunità di Sant’Egidio, come racconta Giorgio Ruta su La Repubblica. Oggi la coppia siriana ha un terzo glio, si chiama Angelo, ha due anni. 

Nel 2015 l’arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice, ai tempi parroco della chiesa di San Pietro di Modica, li conobbe in un viaggio in Siria. I due gli raccontarono la loro storia, il dolore per la perdita dei figli e la speranza per l’imminente nascita di Angelo. «Ci promise che ovunque fossimo stati avrebbe battezzato nostro figlio. E così l’anno scorso grazie a un visto turistico siamo riusciti a venire per pochi giorni a Modica e lui ha rispettato la promessa. E' stato emozionante per noi». 

Marito e moglie stanno ora cercando un lavoro. Lui era parrucchiere in Siria, e alcune sognore della parrocchia si affidano alla sua arte per un taglio di capelli. 

Redazione
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