Attualità Palermo 27/04/2017 16:45 Notizia letta: 1415 volte

Padre Salonia rinuncia a diventare Vescovo ausiliario

"Calunnie contro di me"
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Palermo - Non ci sarà una coppia di iblei a capo della chiesa palermitana. Perchè non ci sarà l’ordinazione episcopale in programma entro il 10 maggio. Padre Giovanni Salonia, ragusano, 70 anni, frate cappuccino, nominato il 10 febbraio da Papa Francesco vescovo ausiliare di Palermo, ha annunciato la rinuncia all’incarico che lo avrebbe posto al fianco dell’arcivescovo -suo conterraneo, di Ispica- Corrado Lorefice. I "veleni" dei corvi che abitano la Chiesa palermitana hanno prevalso, spingendo il religioso a fare un passo indietro.

«Vi scrivo per comunicarvi che consegno nelle mani del Santo Padre la rinunzia alla mia consacrazione come vescovo ausiliare dell’Arcidiocesi. Avevo accettato - scrive a Lorefice in una lettera da Modica, datata 18 aprile - in spirito di servizio ecclesiale questo impegnativo e delicato ufficio, a cui, in modo imprevisto e inaspettato, ero stato chiamato. Tale nomina, mentre in tanti aveva suscitato sentimenti di gioia e di speranza, in qualcun altro ha provocato intensi sentimenti negativi, con attacchi nei miei confronti infondati, calunniosi e inconsistenti, ma che potrebbero diventare oggetto di diverse forme di strumentalizzazione, anche di tipo mediatico».

«Attacchi calunniosi» che erano giunti quando era circolata la notizia della nomina di padre Salonia. Lettere che gettavano ombre sui trascorsi del religioso, in particolare sulla violazione del celibato.

E’ questa una nuova "tegola" che investe la Curia palermitana dopo le tensioni scatenate nei giorni passati dall’allontanamento di don Alessandro Minutella, l’ex parroco di San Giovanni Bosco a Romagnolo, che voleva difendere fino alle estreme conseguenze il «magistero autentico» contro quella che lui ritiene una pericolosa deriva progressista impressa da Papa Francesco, che don Minutella chiama sempre Bergoglio, senza riconoscerne il ruolo.

Giovanni Salonia è uno un famoso psicoterapeuta della Gestalt, con abilitazione conseguita a San Diego, in California.

La lettera di rinuncia

“Confratelli dellArcidiocesi di Palermo,
Vi scrivo per comunicarvi che consegno nelle mani del Santo Padre la rinunzia alla mia consacrazione come vescovo ausiliare dell’Arcidiocesi.
Avevo accettato in spirito di servizio ecclesiale questo impegnativo e delicato ufficio, a cui, in modo imprevisto e inaspettato, ero stato chiamato. Tale nomina, mentre in tanti aveva suscitato sentimenti di gioia e di speranza, in qualcun altro ha provocato intensi sentimenti negativi, con attacchi nei miei confronti infondati, calunniosi e inconsistenti, ma che potrebbero diventare oggetto di diverse forme di strumentalizzazione, anche di tipo mediatico. Iniziare un servizio ecclesiale in un tale clima mi avrebbe sottratto energie e serenità nel portare avanti il ministero a cui ero chiamato e, ancor più, avrebbe turbato la serenità e la gioia della comunità ecclesiale. Per tali ragioni, con la libertà interiore di chi mette in secondo piano i propri diritti pur di servire la Chiesa e con lo stesso amore ecclesiale con cui avevo accettato la nomina, ho deciso di rinunciare alla consacrazione episcopale. Non voglio in alcun modo che l’esercizio del mio ministero possa essere inquinato. Rassicuro coloro che potrebbero restare delusi della mia rinuncia: conservo viva e intatta la disponibilità a collaborare sempre, per quel che può essere utile, alla «edificazione del corpo di Cristo» (Ef 4,12) che è la Chiesa. Ringrazio il Vostro Pastore, don Corrado, per la stima e l’affetto dimostratimi: sarebbe stato proficuo lavorare insieme per il bene della Chiesa e di tante anime bisognose di supporto spirituale e umano. Certamente collaborerò con il suo servizio pastorale mediante la preghiera e la chiamata all’aiuto apostolico.
I sentimenti di affetto che, o per previa conoscenza o per una forma di naturale a priori pastorale, nutro nei vostri confronti, resteranno nel mio cuore e li presenterò al Signore. Desidero ringraziare, in modo particolare, voi presbiteri di codesta Arcidiocesi, che avete accolto con gioia l’indicazione della mia nomina. A tutti rinnovo i miei sentimenti di stima e i miei auguri.
Per parte mia, voglio entrare in un clima di silenzio e di riflessione. Chiedo allo Spirito di farmi comprendere la volontà del Padre in questa misteriosa vicenda e di concedermi la grazia di perdonare quanti si sono dimostrati a me avversi. Sarò grato a tutti coloro che custodiranno questa dolorosa vicenda nella preghiera, facendo emergere i dati di verità e di umanità in essa celati.
La Vergine Maria, che è di tutti Madre, ci indichi la strada sempre difficile della verità e della fraternità e custodisca i nostri cammini personali ed ecclesiali.
Vi auguro un Tempo Pasquale di speranza! In particolare mi rivolgo a coloro che vivono situazioni di sofferenza.
Chiedo al Pastore della vostra diocesi e a voi tutti una benedizione e una preghiera, mentre vi auguro ogni bene nella forza dello Spirito”.

Redazione
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