Cronaca Vittoria 29/04/2017 12:47 Notizia letta: 690 volte

Delitto Farath, arrestato un altro rumeno

Alì aveva un complice
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Vittoria - E' stato arrestato dai carabinieri un altro rumeno accusato di aver ucciso il tunisino Abdessalem Farath, ritrovato con la testa fracassata il 14 aprile scorso nelle campagne vittoriesi, in contrada Pozzo Bollente. 

Per tale omicidio, pochi giorni dopo i fatti, i Carabinieri avevano arrestato il cittadino rumeno Iulian Alì, 20 anni, pregiudicato, sottoposto a fermo perchè considerato l’autore materiale dell'omicidio. Poi, si era sbarazzato del cadavere della vittima, abbandonandolo nel luogo dove è stato ritrovato. Le indagini dell’Arma non si sono fermate e sono proseguiti gli accertamenti finalizzati a ricostruire nei minimi dettagli la vicenda e ad individuare anche il movente del delitto.

Secondo le indagini, Alì non era solo ma aveva un complice, identificato in un altro cittadino rumeno di nome Marian Cristian Ciuraru, anche lui 20enne, che lavorava insieme ad Alì nelle serre gestite dalla vittima.

Il movente del delitto è scaturito da un diverbio inizialmente sorto tra Farath e il suo assassino che reclamava il pagamento delle giornate lavorative. Il diverbio è degenerato quando la vittima ha scoperto che Alì e Ciuraru  avevano venduto autonomamente e senza dirgli nulla 9 cassette di fagiolini raccolti nella sua serra il giorno prima.

A seguito di una minaccia di denuncia, Faraht è stato aggredito da Alì che avrebbe afferrato una spranga di ferro reperita sul posto e così ha colptio il tunisino. Ciuraru lo avrebbe invece bloccato per i polsi e le braccia, in maniera tale da non dargli la possibilità di difendersi e permettendo ad Alì di colpire mortalmente il tunisino con un violentissimo colpo alla testa facendolo stramazzare al suolo. Poi, è stato nuovamente colpito con un altro violentissimo colpo al capo. A quel punto i due autori dell’omicidio si sono sbarazzati del corpo.

Ciuraru è stato sottoposto a Fermo d’Indiziato di Delitto per il reato di concorso in omicidio e occultamento di cadavere. E' stato condotto presso la Casa Circondariale di Ragusa a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Irene Savasta
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