Attualità Ispica 05/05/2017 22:51 Notizia letta: 1947 volte

Un nuovo sito archeologico, scoperto a Garzalla

Interpellata Annamaria Sammito
  • http://www.ragusanews.com//immagini_articoli/05-05-2017/sito-archeologico-scoperto-garzalla-500.jpg
  • http://www.ragusanews.com/resizer/resize.php?url=http://www.ragusanews.com//immagini_articoli/05-05-2017/1494017710-1-sito-archeologico-scoperto-garzalla.jpg&size=667x500c0
  • http://www.ragusanews.com//immagini_articoli/05-05-2017/sito-archeologico-scoperto-garzalla-100.jpg
  • http://www.ragusanews.com//immagini_articoli/05-05-2017/1494017710-1-sito-archeologico-scoperto-garzalla.jpg

Ispica - Il Circolo “Sikelion” annunciare la scoperta dell’ennesimo sito archeologico in territorio ispicese. Autore del ritrovamento il socio Gaetano Donzella che ha accompagnato in un primo sopralluogo l’archeologa Anna Maria Sammito, funzionaria della Soprintendenza di Ragusa.

In contrada Palazzelli, non distante dal civico cimitero di c.da Garzalla, la presenza di due carraie (ossia di due coppie di binari scavati nel terreno), poste una nella parte alta ed una in quella più bassa di un promontorio roccioso. È probabile che esse fossero utilizzate, in epoca assai risalente, per il trasporto di blocchi di pietra da una vicina latomia. Le due piste (accanto alle quali si trova ancora un grande blocco di pietra, a conferma dell’attività estrattiva che vi si svolgeva) corrono quasi parallele e si estendono per circa un chilometro dal centro abitato verso un braccio minore del canyon di Cava Salvia (a sua volta diramazione di Cava d’Ispica).
La dott.ssa Sammito (competente, oltre che per il territorio di Ispica, anche per quelli di Modica, Scicli, Pozzallo, Giarratana e Monterosso Almo) ha subito mostrato un vivo interesse, segnalando tuttavia la difficoltà di operare un’esatta datazione. Senonché, nel corso del medesimo sopralluogo si è poi accertata la presenza, a ridosso e nell’incavo del costone, di un piccolo edificio munito di un sedile e di una croce scolpiti nella roccia: ciò farebbe ipotizzare che si tratti di una chiesa rupestre, la cui antichità sarebbe comprovata proprio dalla circostanza che di tale luogo di culto si fosse persa ogni memoria. Nei pressi, una grande fossa scavata anch’essa nella roccia potrebbe essere traccia di un’antica catacomba.

Nella stessa occasione, infine, Donzella ha individuato una grotta a due livelli, tra loro comunicanti attraverso una scalinata interna (in dialetto: uno “ddiere”), e nelle immediate vicinanze ha rinvenuto frammenti di vasellame risalenti al periodo tardoantico (attorno all’VIII secolo d.C.).

Redazione
http://www.ragusanews.com//immagini_banner/1492239221-3-ecodep.gif