Cultura Recensione Fiction 09/05/2017 17:26 Notizia letta: 812 volte

Maltese? Non è una brutta copia di Montalbano. Per questo ci piace

Regia di Gianluca Maria Tavarelli
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Meglio di “Maltese – Romanzo del commissario”, ha fatto solo Montalbano. Con il suo 30.25% di share non solo ha vinto la serata di ieri, ma potrebbe essere anche l’inizio di un nuovo e interesssante sodalizio artistico. Una nuova fiction targata Palomar, dunque, che potrebbe appassionare gli italiani almeno tanto quanto il Commissario Montalbano. Kim Rossi Stuart ci piace e ci convince: interpreta bene il ruolo del poliziotto solitario, pieno di conflitti irrisolti, alla ricerca di una verità scomoda.

E se qualcuno pensa che Dario Maltese possa essere magari una brutta copia di Salvo Montalbano, si sbaglia di grosso. Le differenze fra i due personaggi, infatti, sono macroscopiche. Dario Maltese è un siciliano che è andato via dalla Sicilia ormai da molti anni e ritorna solo per desiderio di giustizia. Pur essendo originario di Trapani, dunque, non ha subito l’influenza del contesto culturale della città.

Per questi motivi, ci appare come un uomo tutto d’un pezzo, ligio al proprio dovere, molto attaccato agli affetti, ovvero la figlia che vive in America con la madre e l’amico poliziotto Gianni. E sarà proprio la mancanza di uno di questi affetti, cioè l’uccisione dell’amico fraterno Gianni, il motore di tutta la vicenda. Da poliziotto dedito soprattutto alle indagini romane sul traffico di stupefacenti, decide di trasferirsi di nuovo in Sicilia per assicurare alla giustizia gli assassini dell’amico e collega.

Come per ogni delitto eccellente non mancano i depistaggi: immediatamente, infatti, le indagini vengono indirizzate verso il delitto passionale ma Dario Maltese sente puzza di mafia. Si scontrerà contro il parere del procuratore capo, definito “massone e scansafatiche” e contro alcuni membri della sua stessa squadra, i quali sembrano stare accanto a lui più per senso del dovere che per vera convinzione.

Sul finale, naturalmente, il colpo di scena che sembrerebbe confermare le intuizioni del commissario sulla pista mafiosa. Al di là della trama, il personaggio di Dario Maltese è molto interessante perché sembra essere afflitto da alcuni conflitti irrisolti di tipo familiare ed è tormentato spesso da incubi.

Credibile l’ambientazione anni ’70 e incantevoli le location: la fiction, infatti, è stata girata principalmente in provincia di Trapani. Le scene iniziali, molto pulp, che ricordano vagamente i film sulla banda della Magliana, rendono bene l’idea del contrasto fra la vita del poliziotto “romano” e quella che poi sarà la vita del poliziotto “siciliano”. Nel cast, anche gli attori Roberto Nobile, Valeria Solarino, Mattia Dicara (che interpreta il commissario da giovane), ed Enrico Lo Verso.

Irene Savasta