Attualità Pizzo Inferno 11/05/2017 13:33 Notizia letta: 1021 volte

Rubroboletus Demonensis: scoperta una nuova specie di fungo in Sicilia

Il nome è un omaggio al Val Demone
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Pizzo Inferno - Il nome del posto, Pizzo Inferno, è già un programma. Ma non solo. Il nome latino, Rubroboletus Demonensis, è ancora più bizzarro. Il nome completo è Rubroboletus demonensis Vasquez, Simonini, Svetasheva, Miksik & Vizzini, dal nome dei micologi che l'hanno scoperto.

In realtà stiamo parlando di una nuova specie di fungo che è stata scoperta per la prima volta in Sicilia da un gruppo di micologi. E il suo nome è un omaggio al Val Demone.  La scoperta scientifica è già stata pubblicata sulla prestigiosa rivista americana di settore "Fungal Diversity" ed è opera di un gruppo di micologi (tre italiani, uno slovacco e una russa) che hanno lavorato in team per effettuare le indagini molecolari, microscopiche e macroscopiche.

Gianrico Vasquez, micologo e docente universitario presso il dipartimento di scienze biologiche, geologiche e ambientali all'Università di Catania, è stato il primo ad aver attenzionato questo fungo già nel 2006: "Il fungo esiste in diverse zone della Sicilia e del sud Italia, solo che si pensava fosse appartenente ad una specie diversa. Veniva confuso, infatti, con il Robroboletus Rublosanguineus, una specie alpina.

Dopo averlo attenzionato e studiato, invece, ci siamo accorti che si tratta di una specie completamente diversa a cui abbiamo dato il nome "Demonensis" perchè il primo ritrovamento è avvenuto a Pizzo Inferno, nel 2006, una località in provincia di Messina che si trova, appunto, nel Val Demone". Si tratta di un fungo molto appariscente, con un cappello rosso fuoco.

Il Rubroboletus demonensis è specie abbastanza comune tipica di suoli acidi e silicei, termofila ed estiva. Cresce a gruppi di pochi esemplari nei boschi caldi di latifoglia di montagna o in alcuni casi di latifoglia mista a conifere (con Pinus nigra e Taxus baccata), ma mai presente in boschi di conifera puri. Predilige le foreste mesofile di querce caducifoglie (Quercus pubescens s.l., Quercus cerris, Quercus congesta e Quercus virgiliana), raramente in presenza di leccio (Quercus ilex). E' comune anche nei boschi di castagno (Castanea sativa) puri o misti ed alle quote più alte sotto il faggio (Fagus sylvatica).

Lo si ritrova già nei primi giorni di giugno dopo le piogge tardoprimaverili e non gradendo la siccità estiva scompare durante la stagione più calda nei mesi di luglio e agosto per riapparire nel mese di settembre; durante gli autunni più miti può crescere fino alla prima quindicina del mese di ottobre. Che non vi venga in mente di assaggiarlo: si tratta di una specie tossica.

Irene Savasta
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