Cultura Enogastronomia 15/05/2017 11:18 Notizia letta: 533 volte

Quando il cocktail di gamberi era di moda

Unico piatto sopravvissuto a tutte le mode
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Una volta erano dei piatti "must", considerati capolavori dell'arte culinaria, a cavallo fra gli anni '50 e '80. Erano carichi di sapori, molto kitsch, pieni di salsine. Gusti decisamente arditi ma chissà perchè funzionavano, anche se oggi sono considerati piatti in declino. In un'epoca in cui si parla di cucina bio, chilometro zero, slow food e presentazioni essenziali, pensare alla carne in scatola, all'unione fra ketchup e maionese o alla panna da cucina, corre un brivido lungo la schiena.

Fra tutti i piatti considerati kitsch, l'unico che ancora oggi ha conservato un minimo di dignità e che viene servito tutt'ora nei ristoranti con presentazioni più al passo coi tempi, è sicuramente il cocktail di gamberi: antipasto che ha fatto la storia degli anni '80, veniva servito nelle coppe da martini o nelle ciotoline a forma di conchiglia.

Spesso i gamberi usati erano quelli in salamoia ma la ricetta originale prevedeva le code di gamberi fresche che spuntavano dalla coppa. La salsa rosa era il frutto dell'unione fra ketchup e maionese: i più raffinati, aggiungevano il cognac, la salsa worchester e la panna. Le porzioni erano stracolme e abbondanti e venivano servite su un letto di insalata verde. Era, insomma, quel tocco di croccante che dava forza al piatto. In questo modo, si poteva inzuppare la coda di gambero nella salsa e gustare, nel frattempo, un tocco d'insalata. Pazienza per l'accostamento cromatico: rosella e verde chiaro, non era il massimo.

Fratellastri del cocktail di gamberi erano anche gli involtini di prosciutto alla messicana, ricoperti di gelatina alimentare e l'insalata russa: piselli, carote e patate affogati (letteralmente) nella maionese. Non erano nè salutari, nè belli da vedere. Però, bisogna ammetterlo, erano buonissimi.

Ma gli anni '80 sono noti, a livello culinario, anche per le pennette alla vodka. Erano gli anni della cortina di ferro e la Russia veniva ricordata in questo primo veloce che veniva preparato per gli amici. Ma anche per le cenette romantiche: molti, infatti, ricordano San Valentino a base di pennette alla vodka. Pieno zeppo di panna, dal gusto leggermente alcolico e affumicato, chissà perchè questo piatto piaceva proprio a tutti. Era, all'epoca, uno dei piatti made in Italy più in voga del momento.

Negli anni '70 andava forte, invece, un dessert: le pesche alla melba. Bastavano pochi ingredienti: pesche  sciroppate, gelato alla vaniglia, sciroppo di lamponi e panna montata. Era un piatto pieno di zuccheri che veniva servito sia d'estate che d'inverno. Il dolce era servito in coppette di cristallo.

Negli anni '60, invece, iniziarono ad arrivare anche in Italia i prodotti in scatola, anche la carne. Un alimento veloce, pratico, ed economico. Iniziarono a prepararsi, così, piatti decisamente kitsch utilizzando la carne in scatola, soprattutto insalate a base di pomodori, lattuga, carota, patate lesse e icapperi.

Negli anni '50, invece, era amatissima la pasta con la panna, considerato il must dei piatti fatti in casa. Soprattutto, venivano utilizzate le tagliatelle paglia e fieno, condite con prosciutto cotto e piselli.

Irene Savasta
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