Attualità Ragusa 16/05/2017 10:30 Notizia letta: 857 volte

Alla ricerca del petrolio. Con esplosioni sotterranee

La denuncia del Movimento Cinque Stelle
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Ragusa - E’ ancora caccia al petrolio. Stavolta, però, con l’utilizzo di cariche esplosive da 10 chili da far brillane in fori profondi fino a 30 metri. E i Cinque Stelle sono in rivolta. Il presidente della Regione Rosario Crocetta avrebbe concesso l’autorizzazione all’Eni per sondare i giacimenti nel mare di Sicilia. Sarebbe questo il progetto di geofisica 2D a cui mira l’Eni per la ricerca di idrocarburi nelle province di Catania, Caltanissetta, Enna e Ragusa.

La denuncia arriva dai parlamentari del Movimento Cinque Stelle: la società Eni Mediterranea Spa avvierà a breve questa campagna di esplorazioni. Il progetto, pubblicato sul sito del Ministero dell’Ambiente, ha messo in agitazione l’eurodeputato pentastellato Ignazio Corrao: dal suo ufficio, infatti, è partita la denuncia perché da tempo osserva le AIA, ovvero le Autorizzazioni Integrate Ambientali.

Un progetto, dunque, che sarebbe stato avallato da tempo ma di cui Regione Sicilia non ha mai parlato. Il rischio, secondo i parlamentari cinque stelle, è che si potrebbero produrre terremoti in un territorio a forte vocazione turistica e agricola quale è la Sicilia. Le amministrazioni dei Comuni interessati a documentarsi, possono presentare le osservazioni entro la scadenza fissata per il prossimo 7 luglio.

Il permesso di ricerca “Passo di Piazza” si estende per una superficie di 734,13 km e interessa i territori delle province di Caltanissetta, Catania, Ragusa ed Enna, mentre quello “Friddani” interesserà una superficie di 692 km nei territori delle province di Enna, Catania e Caltanissetta. Inoltre, all’interno dell’area dei permessi sono presenti tre aree naturali, un IBA (important bird Areas, ovvero aree importati per gli uccelli), beni culturali tutelati e territori costieri, oltre a fiumi, torrenti e corsi d’acqua. Più in particolare, l’attività in progetto di ricerca del petrolio è interessata dalla presenza delle seguenti aree tutelate: “Bosco di San Pietro”; “Riserva Naturale Regionale Sughereta di Niscemi”; “Torre Manfria, Biviere e Piana di Gela”; “Biviere e Macconi di Gela”; “Lago Ogliastro”.

Inoltre, più distanti, nella zona Nord-Ovest dell’area di studio, sono presenti i SIC (siti di importanza comunitaria) “Vallone Russomanno”, “Bosco di Piazza Armerina” e “Riserva naturale orientata Rossomanno – Grottascura – Bellia”. I cinque stelle promettono battaglia e intanto si parla già dell’ennesimo tentato stupro del territorio siciliano voluto dalle lobby del Petrolio, con la connivenza silenziosa di Regione Sicilia.

Irene Savasta