Attualità Chiaramonte Gulfi 25/05/2017 11:33 Notizia letta: 1476 volte

Dai preparati chimici al vino di qualità. Chi era Vito Catania

I funerali si svolgeranno venerdì 26 maggio
http://www.ragusanews.com//immagini_articoli/25-05-2017/preparati-chimici-vino-qualit-vito-catania-500.jpg

Chiaramonte Gulfi - Si svolgeranno venerdì 26 maggio alle ore 15.30 in Chiesa Madre i funerali di Vito Catania, l’imprenditore chiaramontano scomparso ieri all’età di 66 anni in seguito ad un male incurabile. E’ anche grazie a lui che il nome di Chiaramonte, nel campo dell’enogastronomia, ha avuto una risonanza mondiale.

L’etichetta “Gulfi”, infatti, è stata una delle prime nate nel nostro territorio, in anni in cui il fenomeno del cerasuolo e dei vini DOC non era nemmeno tanto diffuso. Vito Catania, da imprenditore lungimirante, aveva capito che era lì il futuro per il nostro territorio. Era nato a Chiaramonte, ma da giovane si era trasferito a Parigi. Qui, ha studiato presso l’istituto meccanico e aeronautico.

La sua formazione giovanile, dunque, era francese. Successivamente, però, si è trasferito a Milano, precisamente ad Arcore. Nel 1974 ha fondato un’azienda, la Reys Spa che si occupa di produzione di preparati chimici per l’industria manifatturiera. In pratica, produce detersivi e lubrificanti per ristoranti, case automobilistiche e aziende di settore. Negli anni ’90, la sua azienda è diventata leader nel mercato italiano: fra i suoi 15 mila clienti, ricordiamo la Ferrari, in particolare il comparto della Formula Uno, ma anche la Ducati, la Candy e la Finmeccanica.

Ma Vito Catania ha sempre avuto il pallino del vino, del ritorno in campagna, alle origini. Negli anni ’96 e ’97 ha acquisito alcune vigne nelle contrade di Chiaramonte Gulfi, Pachino e sulle pendici dell’Etna. Grazie alla collaborazione con l’enologo Salvo Foti, in quegli anni fonda “Cantina Gulfi”, divenuta in poco tempo una delle più importanti aziende nella produzione del Cerasuolo e non solo. Insieme a lui, hanno lavorato i figli Raffaele, Davide e Matteo.

Da settembre, però, il suo male si era aggravato, anche se erano in pochi a sapere delle precarie condizioni di salute. Non abitava più a Chiaramonte, ma quando ritornava in paese amava trascorrere il suo tempo in campagna, dove aveva trovato pace.

Irene Savasta