Attualità Catania 26/05/2017 16:09 Notizia letta: 1014 volte

Catania: Villa Del Grado riapre al pubblico

Dopo otto anni di restauro
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Catania - Riapre al pubblico Villa del Grado, la residenza in stile Liberty in restauro da otto anni e che oggi ospita il brand Soireve, marchio di abbigliamento e accessori.  Grazie al gruppo, questa antica villa ritrova la sua vocazione commerciale, perfettamente in linea con la location di Corso Italia, da sempre via simbolo del commercio di qualità a Catania.

Per la prima volta, dunque, la villa simbolo del Liberty catanese, apre le porte al pubblico di quella che è stata, sin dai primi anni del Novecento, una residenza privata. Il gruppo Soireve ha deciso dunque di investire in uno dei palazzi più belli della città etnea. Da qualche giorno, dunque, i cittadini e i turisti possono visitare l’opera Liberty progettata dall’ingegnere Agatino Atanasio tra il 1903 e il 1908, il cui prospetto è caratterizzato da quattro torri perimetrali e circondato da un giardino di vegetazione mediterranea che si sviluppa in via Vecchia Ognina.

Villa del Grado (già villa Cocuzza), ha un giardino (con i suoi affioramenti lavici), che testimonia la morfologia originaria. Villa del Grado è una struttura che rappresenta una delle poche ville superstiti, scampate alle demolizioni della speculazione edilizia che cambiò il volto di alcune zone della città. Secondo alcuni documenti, in particolare la relazione storico-artistica dell'assessorato ai beni culturali della Regione Siciliana, viene specificato che all'inizio del XX secolo, l'area sulla quale è stata costruita la villa era ancora in aperta campagna.

La villa presenta una volumetria cubica e le pareti vetrate rimandano alle architetture da giardino che spesso arredavano gli edifici novecenteschi. Gli ornati utilizzati per il decoro della facciata appartengono a un repertorio di motivi floreali compositi ed eclettici: essi arricchiscono al piano terra i davanzali delle finestre, le cornici d’imposta, gli archivolti e la trabeazione. Mentre al primo piano si scorgono otto finestre bifore poste in corrispondenza delle torri.

Irene Savasta
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