Cultura Scicli 31/05/2017 10:50 Notizia letta: 392 volte

Cinico. E Quintino tradusse: più cane

Il 17 giugno un convegno
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Scicli - Sul finire degli anni 80 un convegno si tenne nell'aula consiliare del Comune di Scicli, per ricordare la figura di Quintino Cataudella, grecista scomparso nell'84, sciclitano. A quell'appuntamento volle partecipare anche Scevola Mariotti, che, lungi dal sedere al tavolo dei conferenzieri, quando fu chiamato a intervenire, si alzò dal pubblico fu salutato da un lungo applauso degli studenti. Mariotti chiosò: "E' il loro grazie per la frasi che trovano tradotte nel mio vocabolario". 

Fra gli interventi anche quello del professore Salvatore Mariotta, discepolo di Cataudella, che raccontò di come in estate avesse pudore di andare a trovare il docente nella casa di Donnalucata. "Il suo tempo era prezioso, avevo paura che tutte quelle persone che andavano a salutarlo potesse distrarlo dai suoi studi così preziosi". 

Tra gli aneddoti emersi in quell'occasione, un caso di traduzione, risolto con genio da Cataudella. La frase era costituita da un banalissimo "più cinico". Ora, tutti coloro che hanno studiato greco antico sanno che "cinico" viene da "cane", in greco. Cataudella tradusse quella frase: "E lui era più cane dell'altro", recuperando l'etimo di cinico, e restituendo il senso profondo di quella frase. 

Il 17 giugno, alle 10, a palazzo Spadaro, si terrà un convegno in memoria di questo illustre sciclitano, che fu anche preside della facoltà di Lettere a Catania e Accademico dei Lincei. Per onorarne il magistero. 

Redazione