Attualità Ragusa 09/06/2017 18:27 Notizia letta: 968 volte

A Marina di Ragusa hanno fatto l'alveare

Al Met
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Ragusa - Uno sciame di creatività ha invaso ieri Marina di Ragusa. Gli abitanti della frazione marinara hanno trovato oggi al loro risveglio un enorme alveare in piazza Torre. Svelata l’installazione della 6ª edizione di #met2b, il progetto di arte urbana che dona ogni anno un’esplosione di colori e di creatività all’estate iblea. Per l’Urban Art MEeTing 2017 a dominare la facciata del Met, il locale di Marina di Ragusa che ogni anno offre il suo prospetto frontale all’arte come fosse una grande tela, è un’arnia gigante composta da 82 celle, di cui 51 (5+1=6 a richiamare la loro forma esagonale) saranno a disposizione degli artisti per essere rielaborate il giorno dell’estemporanea d’arte in programma a metà estate.
Dopo il reticolo di tubi e di catini col rimando all’acqua della scorsa edizione, anche quest’anno quindi un chiaro messaggio sull’ecosostenibilità, con particolare attenzione all’ecosistema.

“Se l’ape scomparisse dalla faccia della terra, all’uomo non resterebbero che quattro anni di vita” sosteneva Albert Einstein. E proprio la loro fondamentale importanza per l’ecosistema, e la nostra stessa vita, ha ispirato gli architetti Elisa Muccio e Danilo Dimartino, che firmano la direzione artistica del progetto promosso da Thomas Battaglia del Met.
“Quando sentiamo delle api ronzarci intorno teniamo presente che la maggior parte del cibo che mangiamo dipende dall’opera loro e degli altri insetti impollinatori, un servizio chiave per gli ecosistemi – spiegano i direttori artistici -. Se questi preziosi insetti sparissero, le conseguenze sulla produzione alimentare sarebbero devastanti”.
Già dalla fine degli anni ’90 si e? riscontrata un’anomala diminuzione nelle colonie di api selvatiche minacciate da numerosi fattori ambientali, tra cui la mancanza di habitat naturali dovuta all’aumentare delle pratiche agricole di stampo industriale, ad una crescente esposizione a sostanze chimiche e insetticidi, ai cambiamenti climatici.

Il progetto cerca di sensibilizzare verso un tema sempre più attuale e di fondamentale importanza. Un monito che richiama a comportamenti ecosostenibili, partendo già dalle piccole azioni quotidiane. Da qui una sorta di conversione da #met2b a #met2BEE, che pone al suo centro l’ape (“bee” in inglese), rendendola protagonista dell’installazione artistica attraverso la creazione di un vero e proprio alveare urbano. Il rimando è anche all’operosità di questi insetti, al concetto di “rete” e al lavoro di squadra. E come le api che con la loro cera danno forma all’alveare, i creativi sono chiamati a lavorare insieme, a dare nuova forma ognuno alla propria cella, per poi riunirle in un’unica grande opera.
Ma quest’anno c’è anche una grande novità. Tra le celle si insinua un giardino verticale in divenire, un "corridoio ecologico" per garantire la biodiversità, una sorta di orto urbano di piante endemiche a basso impatto idrico che nelle settimane si espanderà, divenendo sempre più rigoglioso.
Questa commistione e? il frutto della collaborazione con MAO Studio, gruppo di giovani ricercatori della provincia di Siracusa, vincitore lo scorso anno del premio speciale della giuria con il loro “Fitocatino” e che quest’anno ha avuto la possibilità di sperimentare una nuova proposta di giardino che potesse richiamare le preziose api all’interno di un contesto fortemente urbanizzato, un giardino composto per lo più da specie della macchia mediterranea che necessitano di pochissima acqua per sopravvivere.

Redazione
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