Lettere in redazione Ragusa 09/06/2017 10:56 Notizia letta: 326 volte

Noi, rimpiazzati dagli appalti pubblici

Riceviamo e pubblichiamo
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Ragusa - Spettabile redazione,
Chi vi scrive lo fa in rappresentanza di una 50ina di lavoratori che, dopo aver prestato servizio presso l’Azienda Sanitaria Provinciale (ex AUSL ed ex Azienda Ospedaliera “Civile Ompa”) con la qualifica di operatori tecnici manutentori edili, in forza di una serie di contratti a tempo determinato e proroghe degli stessi da più di 15 anni, riteniamo di aver maturato l’ovvio diritto di essere stabilizzati nella Pianta organica dell’Asp 7.

Dal 2013 l’Asp 7 preferisce ricorrere ad appalti per la manutenzione ordinaria e di pronto intervento di tipo edile degli stabili di sua proprietà piuttosto che attingere dalle graduatorie aziendali in cui siamo inseriti. Il risultato è che da 4 anni, 50 lavoratori della provincia di Ragusa non lavorano più.
Da parte nostra abbiamo segnalato la questione a tutte le autorità del caso, Prefettura e Ufficio Provinciale del Lavoro, con l’ausilio del quale abbiamo fatto un tentativo di conciliazione chiamando in causa i vertici Asp che, tuttavia, non hanno ritenuto di intervenire.

Siamo stati quindi costretti ad adire alle vie legali, coinvolgendo in questa vertenza il Giudice del Lavoro, in quanto i contratti sono in palese contrasto con la disciplina dettata dal D.Lgs. n. 368/2001, nonché con la direttiva Ue 1999/70/CE sulla stabilizzazione del personale pubblico.
Le prime cause inerenti questa vertenza sono state vinte in giudizio dai nostri colleghi ausiliari specializzati, costringendo l’Asp di Ragusa a risarcire il danno causato. Fior di quattrini che l’Azienda potrebbe risparmiare se la Dirigenza fosse capace di ragionare in maniera intelligente e oculata nello spendere le proprie risorse economiche.

Ricorriamo agli organi di Stampa perché vogliamo intraprendere un percorso della ragione, al di là di quello legale, e richiamare alle proprie responsabilità il manager Maurizio Aricò affinché, al netto delle polemiche legate alla retorica e alla bieca ipocrisia, si possa stabilire un dialogo e arrivare a una soluzione per questa particolare vicenda.
In rappresentanza dei Manutentori
Giorgio Orsini
Giorgio Tumino

Lettera firmata
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