Cronaca Modica 14/06/2017 09:39 Notizia letta: 9121 volte

Il VIDEO dei maltrattamenti all'asilo comunale di Modica

Intercettazioni
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Modica - Rinviate a giudizio le due maestre di un asilo comunale di Modica. Le indagini avevano avuto inizio nel giugno del 2016 per le preoccupazioni e successive segnalazioni di alcuni genitori.
Papà e mamma di alcuni bambini non riuscivano a comprendere il perché i loro bimbi non volessero più andare in asilo. Prima avevano segnalato questo malessere al preside ma non avevano ottenuto alcuna risposta positiva nonostante l’impegno del dirigente, considerato che le due donne segnalate continuavano ad esercitare la loro attività in quelle classi.

Nonostante gli avvisi ed i richiami da parte del preside a tenere un comportamento consono stante le segnalazioni ricevute, le maestre continuavano ad avere lo stesso comportamento che terrorizzava i bambini e di conseguenza preoccupava i genitori.
La polizia ha installano telecamere e microspie all’interno dell’asilo.
In pochi giorni di intercettazione, erano già stati raccolti elementi che hanno permesso agli investigatori della Squadra Mobile di richiedere nuovamente le intercettazioni per l’avvio della scuola a settembre dello scorso anno.

Entrambe le maestre assumevano atteggiamenti aggressivi ed ingiuriosi, basti pensare che rivolgevano ai bambini frasi di questo tipo: “Alzati, ti do tanti di quegli schiaffoni! Sei un bambino insopportabile!”; è un incubo questo bambino, se la smetti di piangere forse vai, perché sei un disturbo”; “sto chiamando il preside che è sopra e glielo dici al preside…e la mamma e te ne vai a casa tua e non vieni più però e dici io devo trovarmi un’altra scuola”; questa è rimbambita…c’era l’acqua nel bicchiere, ma sei rimbambita”; ce la smetti, ce la smetti! Non ti sopporta più nessuno, guarda che schifo, fai a casa ad asciugarti il naso”; ti arrivano tanti di quegli schiaffoni brutto maleducato! … non deve venire a scuola uno di questi, deve stare a casa sua, perché è un bambino che non si sopporta più!

Il bambino chiama la maestra con il nome dell’altra insegnante per errore e la maestra risponde: “quest’altro rimbambito …mi chiama – omissis - a fine anno non sa neanche come mi chiamo! Perché hai voluto l’acqua, delinquente, stupido, perché ahi voluto l’acqua e poi non la bevi, ti do tanti di quegli schiaffi bestione, sei un bestione. Quest’altro rimbecillito è un tormento questo, un tormento…e poi si permette di dire che i compagni non vogliono giocare con lui, vergognati!”; il bambino dice: “devo fare la cacca” e la maestra risponde: “a casa tua la fai la cacca”; ti do all’orco, lo chiamo per – omissis - …così se lo mangia e ce lo toglie dai piedi…”
L’altra maestra rinviata a giudizio per lo stesso titolo di reato: “se piangi ancora ti lascio solo”; non lo fare più, non ti azzardare, non ti azzardare, ti metto solo, non ti azzardare mai più, mai più!”; “dormi a casa! La prossima volta non vieni, stai a letto a casa, lo dici alla mamma!”.

La richiesta di rinvio a giudizio da parte della Procura della Repubblica è stata formulata per il reato di maltrattamento degli alunni, a loro affidati per ragioni di istruzione ed educazione. Fatti reato commessi attraverso rimproveri aspri, ingiurie e umiliazioni, alimentando in tal modo un clima di permanente intimidazione, il tutto aggravato dal fatto di aver abusato dei poteri ed in violazione dei doveri inerenti la pubblica funzione.

Il rinvio a giudizio è conseguenza del rigetto, da parte del GIP, della richiesta della Procura della Repubblica di applicazione della misura cautelare. Il Gip, all’epoca, aveva valutato non sussistente l’abitualità del reato ovvero uno degli elementi costitutivi del reato di maltrattamenti.
Seppur non concessa la misura cautelare richiesta, ovvero la sospensione dall’esercizio della professione, la Procura della Repubblica ha avanzato richiesta di rinvio a giudizio, in quanto ha ritenuto gli elementi raccolti dalla Squadra Mobile di Ragusa, sufficienti a sostenere l’accusa nell’eventuale e successivo giudizio.
Durante l’udienza preliminare dei giorni scorsi, il GUP, ascoltate le parti, ha valutato e disposto il decreto che dispone il giudizio anziché emettere sentenza di non luogo a procedere, valutando positivamente quanto esposto dal Pubblico Ministero.

4nvdas8jnnuggm56 from Irene Savasta on Vimeo.

Irene Savasta
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