Appuntamenti Vittoria 18/06/2017 10:40 Notizia letta: 151 volte

Antonio Faraò incanta la platea del Vittoria Jazz Fest

Ispirato a Miles Davis
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Vittoria - Musicista completo e al contemplo eclettico, Antonio Faraò ieri sera ha dato prova al Vittoria Jazz Festival 2017 della sua tecnica sopraffina e del suo stile inconfondibile presentando il suo nuovo progetto musicale “Boundaries’ insieme a Ruben Bellavia alla batteria, Luigi Di Nunzio al sax contralto e Antonio Rosciglione al contrabbasso.

Il pianista romano ha proposto un jazz energetico ispirato al Miles Davis degli anni ’60 ma con originalità. Apprezzato tanto in Italia quanto all’estero, Antonio Faraò ha collaborato con artisti di ogni caratura eppure la sua personalità mantiene un carisma sempre unico. Solo per veri intenditori.
Il feeling arriva subito tra il pubblico ed i musicisti perché la ‘scaletta’ è un continuo crescendo. Già dal primo brano emerge l’intesa con il sax contralto Luigi Di Nunzio: basta uno sguardo per scambiarsi i ruoli da solista, con Antonio in secondo piano ma che prepara le atmosfere con note di appoggio e poi i ruoli si invertono con lo spazio che Faraò si riprende come pianista. Poi il clima si fa sempre più caldo con incursioni al jazz tradizionale e al funky, contaminazioni contratte nelle esperienze mondiali, senza trascurare i virtuosismi di Antonio Faraò, fino ad uno stupendo “solo” di batteria di Ruben Bellavia che ha catturato l’attenzione di tutti e dimostra il perfetto interplay fra i musicisti una comunione di intenti raggiunta grazie ad un affiatamento tale da garantire al leader e ai compagni una grande libertà creativa.

Le sontuose armonizzazioni e la vivace forza improvvisativa sono stati i punti di forza del concerto di Antonio Faraò che si è abbandonato al piacere di suonare nel tentativo di sfuggire alla mera dimostrazione di virtuosismo, offrendone una rilettura personale, carica di espressività e feeling jazzistico.
Se il concerto di ieri sera è stato di grande attrazione e verve musicale, stasera c’è grande attesa per la perfomance della Lydian Sound Orchestra diretta dal maestro Riccardo Brazzale. Una formazione attiva ormai da 27 anni e composta da 9 elementi. Fresca di consacrazione come miglior Gruppo Italiano dell’anno al Top Jazz 2016, la Lydian Sound Orchestra si richiama direttamente a George Russell (nel nome del gruppo) e Gil Evans (nella formazione strumentale che con quattro ottoni, due sassofoni e la ritmica piano-basso-batteria riproduce la tuba band che incise il capolavoro Birth of the Cool). Il concerto è in programma in Piazza Enriquez alle ore 22.

Redazione
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