Cronaca Vittoria 23/06/2017 09:12 Notizia letta: 5746 volte

Caporalato, arrestati i fratelli Busacca. VIDEO

Angelo e Valentino
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Vittoria - La Polizia di Ragusa ha arrestato in flagranza di reato, per sfruttamento di braccianti agricoli, due imprenditori di Vittoria: i fratelli Angelo Busacca, 48 anni e Valentino Busacca, 31 anni, accusati del reato di sfruttamento del lavoro, reato previsto nella nuova norma relativa al caporalato. Entrambi, sono titolari di un'azienda di 140.000 mq di coltivazione in serra di ortaggi. Alle 05.30, le prime auto cariche di lavoratori giungevano all’interno dell’azienda e l’attività di osservazione della polizia ha permesso di contare una trentina di uomini provenienti dal centro Africa.

Alle 08.30 i poliziotti hanno circondato l’azienda per evitare la fuga dei lavoratori. Una delle ditte sottoposte a controllo non impiegava alcun operaio in quel momento, un’altra solo 4 operai tutti regolarmente assunti anche se pagati solo se prestavano l’attività lavorativa a 25 euro al giorno, pur avendo firmato un contratto che prevedeva il pagamento di 63 euro. Essendo in palese difformità con quanto previsto dalle norme vigenti, il titolare veniva denunciato in stato di libertà.

La terza azienda presente, i cui datori di lavoro sono i fratelli Busacca, al momento del controllo impiegava 26 lavoratori, uomini e donne, nella raccolta di pomodori.
Le condizioni di lavoro e di vita all’interno dell’azienda erano non solo degradanti ma umilianti per l’essere umano così come documentato dalla Polizia Scientifica.
Nessuno dei lavoratori era stato mai sottoposto a visita medica pur dovendo lavorare in condizioni di forte stress fisico e nessuna delle prescrizioni previste dalla normativa sulla sicurezza sui luoghi di lavoro era stata rispettata.

Gli alloggi fatiscenti costruiti abusivamente all’interno dell’azienda, davano ospitalità a 15 lavoratori in condizioni degradanti e del tutto incompatibili per l’essere umano. Il resto dei lavoratori invece, veniva prelevato ogni mattina dai titolari che quindi si occupavano anche di reclutare, senza intermediazione, gli operai.

Quanto accertato è stato spontaneamente ammesso dai due datori di lavoro che si assumevano le proprie responsabilità, riferendo però di non essere diversi dagli altri e che tanti operano in questo modo per abbattere la concorrenza. Gli operai erano sprovvisti delle scarpe da lavoro, prestando la propria opera scalzi o in ciabatte ed erano privi anche di magliette, difatti indossavano solo normali pantaloni e nessuno possedeva abbigliamento adeguato così come previsto dalla tipologia di mansione a loro affidata.

Totalmente inesistenti impianti antincendio nelle serre e nelle abitazioni. Gli operai hanno riferito inoltre di svolgere le mansioni di bracciante agricolo addetto alle colture in serra, di lavorare almeno 8 ore al giorno per una paga giornaliera di 25,00 euro (non 63 così come previsto) corrisposti ogni sabato con denaro contante, di non godere di nessun periodo di ferie (alcuni, addirittura, hanno affermato di sconoscere il significato della parola) e non aver mai frequentato un corso sulla sicurezza o una visita medica. Fortissimo il timore di essere licenziati, sia qualora avessero richiesto un aumento della paga, sia nel caso in cui l’efficienza nel lavoro non avesse soddisfatto le esigenze dell’incaricato alla loro vigilanza.

Tutti hanno affermato che le loro condizioni economiche sia pregresse che attuali erano e permangono miserevoli. I due arrestati sono stati sottoposti agli arresti domiciliari su disposizione della Procura della Repubblica di Ragusa che segue il fenomeno del caporalato costantemente.

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Impiegavano 26 operai illegalmente: 19 richiedenti asilo, 5 rumeni (2 donne) e due tunisini.

caporalato a vittoria from Irene Savasta on Vimeo.

Irene Savasta
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