Cultura Siracusa 29/06/2017 21:27 Notizia letta: 786 volte

La politica delle Rane e il coraggio di andare

Luciano Canfora a confronto con Valentino Picone
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Siracusa - Da una parte la fama di Luciano Canfora, dall'altra i 43 gradi all'ombra previsti a Siracusa. Alla fine il coraggio delle amiche più colte e intraprendenti di me ha avuto la meglio e siamo andati, per fortuna.
L'orecchio di Dionisio che ospitava la lectio magistralis di Luciano Canfora ci ha offerto un clima sopportabile e poi i ragionamenti dei protagonisti hanno prevalso sul clima.
Perchè a dire il vero più che di una lectio magistralis si è trattato di una conversazione magistrale, sia per la intelligenza delle domande, sia per il garbo discorsivo delle risposte, mai pedanti e professorali, ma illuminanti e sapienti.
La sorpresa più grande è venuta da Valentino Picone che, forte dei suoi studi classici, ha posto a Luciano Canfora una raffica di domande che hanno spinto il professore a chiarire nessi importanti per una fruizione intelligente dello spettacolo che da oggi, 29 giugno vedrà le Rane di Aristofane protagoniste del ciclo classico del 2017 del teatro greco di Siracusa.

Così alla domanda di Valentino su come si può spiegare la conoscenza del pubblico antico di brani interi delle tragedie, visto che esse non venivano mai replicate una seconda volta, Luciano Canfora ci ha fatto riflettere che il pubblico moderno conosce romanze intere delle opere più famose che diventano patrimonio universale e condiviso anche al di là del tempo e del luogo che ne vide la rappresentazione prima.
All'incontro, oltre che Ficarra e Picone, rispettivamente Dioniso e Xantia in questa edizione delle Rane, erano presenti il regista Giorgio Barberio Corsetti e Olimpia Imperio, traduttrice del testo per questa messa in scena.
La commedia è strutturata su una netta doppia scansione: all'inizio assistiamo alla discesa agli inferi di Dioniso accompagnato dal servo Xantia; stanno affrontando il viaggio che li atterrisce molto per convincere il Dio degli inferi a far tornare sulla terra Euripide, morto nel 406, un anno prima della composizione delle Rane.
Il teatro tragico langue: non vi sono autori decenti e senza tragedie di qualità la vita politica e sociale di Atene rischia il tracollo.
I nostri eroi attraversano i fiumi e le paludi infernali, facendosela letteralmente sotto, incontrano i mostri degli inferi e alla fine giungono alla presenza di Plutone.
Il re degli inferi si lascia convincere a far tornare sulla terra uno dei grandi tragici e a questo punto comincia un confronto tra Euripide ed Eschilo che si sfidano a suon di citazione di versi e sberleffi, col famoso tormentone "e perse la boccetta", che noi che non conosciamo i versi greci dei due sommi, rischiamo di non apprezzare.
Olimpia Imperio, titolare della cattedra di filologia greca a Bari, ci ha mostrato la difficoltà quasi insormontabili che incontra il traduttore di una commedia di Aristofane e in particolare per tradurre per la scena, che è altra cosa che pubblicare per una collana di classici.

I protagonisti, attori, regista e traduttrice ci hanno narrato le loro fatiche a far nascere sulla scena lo spirito delle Rane, con un lavoro che ormai dura da più di un mese.
La scelta musicale nel teatro classico è un problema insolubile: la musica greca è andata irrimediabilmente perduta e i tentativi cervellotici di immaginarla e rifarla sono quasi sempre fastidiosi. Tuttavia il coro nel teatro antico cantava e non recitava e Barberio Corsetti ci ha rivelato che, avendo lui conosciuto i "Sei Ottavi" gruppo che canta a cappella generi diversi, dal moderno al jazz, ha provato ad affidare a loro il ruolo del coro, in un interessante esperimento.

Aristofane fu assai critico rispetto alla democrazia ateniese: anche nelle Rane si accenna più volte al provvedimento demagogico preso contro i generali delle Arginuse, messi a morte per placare il popolo che piangeva i 5000 morti in quella battaglia vittoriosa per Atene.
Ma Atene è una città dove si discute, i poeti hanno nelle loro opere la possibilità di svergognare i vizi dei governanti voltagabana, corrotti, scellerati. Proprio come i governanti di oggi. I classici sono tali perchè 2500 anni fa hanno già detto tutto sulla vita degli uomini, sui loro sentimenti e la loro sorte.
Luciano Canfora, studioso non conformista e coraggioso, ci ha mostrato quei segreti della letteratura classica, quei rituali che comprendevano anche le rappresentazioni teatrali, quell'arte di usare la risata intelligente e penetrante che smaschera i vizi eterni del potere.
A noi è nato più forte il desiderio di vedere il risultato di questo lungo lavorio di preparazione che promette di vedere una bella prova del duo comico più esilarante della scena italiana e la voglia di vivere ancora un tramonto magico nell'anfiteatro di Siracusa.

Foto di Franca Centaro

Salvatore Emmolo