Cronaca Chiaramonte Gulfi 01/07/2017 16:26 Notizia letta: 4949 volte

Chiaramonte, la cronaca di una tragedia

Gli incendi continuano
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Chiaramonte Gulfi -  A Chiaramonte oggi si respira un'area funerea. La gente si guarda in faccia e non si riconosce. A stento, si saluta con un rapido cenno del capo. Quasi nessuno ha dormito, molti sono riusciti a stento a riposare qualche ora. Se n'è andata quasi un secolo di storia, fatta di verde e aria pulita. Era un fiore all'occhiello, una cosa che la provincia ci invidiava, insieme all'olio d'oliva. Le domande che tutti si pongono sono queste: perché? Chi è stato? Ci sono delle colpe? La cronaca della giornata di ieri qualche risposta può aiutare a darla.

Ore 12.00

Si ha notizia del primo incendio in contrada San Marco e Contrada Rossa. La notizia viene diffusa da questo giornale che monitora costantemente la situazione. All'opera vigili del fuoco, forestali antincendio e protezione civile "Gruppo Alfa".

Ore 15.00

Il fumo inizia ad arrivare anche dentro il centro abitato. Da alcuni quartieri arrivano voci preoccupate circa l'andamento dell'incendio. Le fiamme si propagano per tutta la costa ovest e si comincia a temere il peggio. Dal Comune, fanno sapere che non ci sono canadair disponibili, pur avendoli richiesti tantissime volte. Pare, infatti, che fossero impegnati in altre operazioni in giro per la Sicilia. Nel frattempo, arriva la notizia di due aziende zootecniche completamente distrutte dalle fiamme.

Ore 17.30

Arriva il primo canadair che però termina la sua attività intorno alle 20. Di notte, infatti, i Canadair non volano per motivi di sicurezza.

Ore 21.30

E' il panico totale. Ferriero, San Vito e zona cimitero, completamente invase dal fumo. La gente inizia seriamente a temere per le proprie case. Il paese è circondato da un anello di fuoco. 

Ore 11.00

Gli anziani dell'opera pia istituto Rizza-Rosso vengono fatti evacuare da San Vito e traferiti all'istituto alberghiero. L'aria è irrespirabile. Chi ha la fortuna di poter lasciare il paese va a dormire in campagna.    

Ore 2.00 del mattino

Anche l'area di Santa Lucia va a fuoco. Chi rimane in paese assiste impotente allo scempio che si consuma sotto gli occhi di tutti, incapaci di fare qualunque cosa. La costa diventa un'enorme torcia di fuoco che brucia tutto.

Ore 6.00

I canadair tornato in azione, ma l'incendio continua a propagarsi. Tutt'ora, infatti, sono in corso le operazioni di spegnimento. A causa del forte vento, infatti, i focolai hanno ripreso vita.

Chiaramonte è ancora sotto assedio del fuoco. E' una città distrutta nell'animo. I danni non sono stati ancora quantificati ma parliamo di milioni e milioni di euro. Due aziende andate in fiamme, completamente arse, e la casa di un privato cittadino anch'essa bruciata dall fiamme in via fontana. Per non parlare delle decine di animali morti durante l'incendio. Secondo una prima stima, sarebbero 850 gli ettari di bosco completamente distrutti.

Un dato va sottolineato e non si può far finta di non vederlo: nessuno ha coordinato i soccorsi. Ieri sera, infatti, la gente ha lasciato le proprie case autonomamente quando ha visto arrivare il fuoco praticamente sotto casa. Il sindaco, Sebastiano Gurrieri, è tornato da Roma oggi. Certo, sono i vertici regionali ad avere le colpe maggiori: Regione non ha avuto un solo canadair da mandate su Chiaramonte. E alle 17.30 l'arrivo del canadair da Roma è stato soltanto un palliativo inutile. 

Qualcuno sta facendo qualcosa per risalire ai cosiddetti piromani? C'è una regia dietro tutto questo? Non si sa. Forse, come al solito, non si saprà mai. Ma permettete di dire ad una chiaramontana una cosa: non sappiamo se si poteva evitare tutto questo. Di certo, il primo focolaio e' stato abbondantemente sottostimato e vedere i miei concittadini disperarsi di fronte alle fiamme che lambivano le loro case senza nessuno, e dico nessuno, dicesse loro come comportarsi, è qualcosa che non si dimenticherà facilmente.                       

Irene Savasta
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