Giudiziaria Ragusa 01/07/2017 02:40 Notizia letta: 990 volte

Sequestro sale operatorie, vertice in Prefettura

53 milioni di euro spesi
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Ragusa - Alle 18,40 e' iniziato il vertice in Prefettura convocato dal capo territoriale del Governo, Maria Carmela Librizzi, con il sindaco di Ragusa, Federico Piccitto, l'assessore Stefano Martorana ed i vertici Asp, il manager Maurizio Arico', il direttore sanitario e amministrativo Pino Drago ed Elvira Amata ed i primari di Cardiologia, Antonino Nicosia e Rianimazione, Luigi Rabito.

Nuovo ospedale bloccato dal sequestro delle sale operatorie, ospedale Civile a Ragusa in dismissione, Paterno' Arezzo con meta' dei reparti trasferiti nella nuova struttura, 53 milioni di euro spesi. Servizi dirottati negli altri due ospedali della provincia. Prima del vertice il manager ha spiegato lo stato dell'arte in merito al trasferimento dei pazienti ed alla operativita' complessiva del sistema sanitario in provincia: "Da lunedi' avremo il pieno ripristino del 'polo materno infantile'
all'Arezzo, perche' a questo punto non c'e' piu' motivo di tenerlo a basso regime, da lunedi' tornera' a pieno regime, e a
valle di quello organizziamo un ri-trasferimento delle attivita' laddove sono autorizzate e il potenziamento di quelle erano state rallentate, fino a riprendere la situazione ex ante, cioe' riprendiamo la situazione prima 'Giovanni Paolo II' - dice il manager Arico' -. Questa e' la realta': noi stavamo andando al Giovanni Paolo per superare due strutture obsolete, il Maria Paterno' Arezzo e l'ospedale Civile; se ci sara' un rallentamento e' chiaro che dovremo confrontarci con le strutture obsolete ancora per un periodo prolungato. Noi faremo tutto il possibile innanzitutto per garantire l'assistenza ai pazienti, questo e' fuori discussione, non ci sono problemi d'interruzione di servizio, abbiamo rallentato un po' di attivita' programmata che riprenderemo, dopo di che faremo lavoro necessario per arrivare al compimento". Tempi lunghi comunque: "Il sequestro delle strutture ci rende non piu' autonomi: noi dobbiamo fare progetto di ripristino, sottoporlo all'Autorita' giudiziaria, avere il loro consenso su questo percorso. Poi fatta la verifica tecnica, ordinare le nuove macchine, averle in consegna, posizionarle e metterle in funzione... non sono tempi brevissimi".

Il sequestro preventivo effettuato dalla Guardia di finanza, su disposizione dell'Autorita' giudiziaria, secondo Arico' nasce dalle "valutazioni dei tecnici che hanno ritenuto che le soluzioni adottate dal nostro ufficio tecnico sulle unita' di trattamento dell'aria, in particolare su quelle unita' che vengono dal progetto piu' antico, sulla parte piu' antica del progetto, pur raggiungendo nei collaudi che mi erano stati trasmessi dei valori superiori alla norma in realta' non raggiungevano i valori ottimali previsti nel progetto. In particolare i tecnici ritenuto che le soluzioni di settaggio scelti dal nostro ufficio tecnico non
garantissero continuita' e garanzia di funzionamento. Quindi naturalmente di fronte a questo noi ci inchiniamo. E questo vuol dire che queste aree che sono state sottoposte a sequestro cautelativo non possono esser utilizzate per attivita' sanitarie, fino a quando verosimilmente queste unita' di trattamento aria saranno o modificate e messe a norme e sostituite".

Al Prefetto la richiesta di rendere comunque operativa una parte dell'ospedale nuovo: "Nell'incontro con il prefetto vogliamo esplorare la possibilita' di apertura concertata anche in anticipo eventualmente sulla chiusura completa della certificazione anticendio che ovviamente alla luce di quanto successo ha subito rallentamento, e quindi qualora il prefetto ritenesse di concederci un provvedimento estemporaneo per un presidio integrativo, si potrebbe iniziare con l'ingresso attivita' lasciando fuori le aree sequestrate. Qualora il prefetto ritenga non ci siano non estremi di questo tipo, occorrera' aspettare ancora che maturino le condizioni per la presentazione della Scia, segnalazione certificata di inizio attivita' e abbiamo qualche cautela in piu' in questa situazione. Dopo di che si puo' d'iniziare le attivita' che escludano le aree sotto sequestro, e quindi poi procedere nei lavori di ripristino o modifica della aree che in questo momento sono ritenute non a norma".

Redazione
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