Cronaca Chiaramonte Gulfi 02/07/2017 10:29 Notizia letta: 2392 volte

Chiaramonte, arrabbiati

Situazione in via di miglioramento
http://www.ragusanews.com//immagini_articoli/02-07-2017/chiaramonte-arrabbiati-500.jpg

Chiaramonte Gulfi - La nottata appena trascorsa è stata relativamente tranquilla, soprattutto se paragonata allo scempio che si è consumato durante le scorse 24 ore. Un focolaio è stato spento in zona Petraro intorno alle 2 del mattino e un altro alle 6 di stamani in zona Santa Margherita. I vigili del fuoco di tutta la provincia continueranno a presidiare il territorio durante l'intera giornata di oggi, insieme al corpo forestale e alla protezione civile.

C'è ormai poco da bruciare ed è inquietante vedere fumare le colline in lontananza, esauste ormai dal fuoco e dall'acqua dei canadair. Una folata di vento e tutto può ricominciare. 850 ettari di bosco sono praticamente la metà dell'intera pineta e ora comincia ad arrivare il momento di tirare le somme. La conta dei danni, certo. Ma anche la caccia ai responsabili. E non solo a chi ha materialmente appiccato il fuoco. Perchè colpevoli ritardi ci sono stati e questo ormai è un dato di fatto.

C'è stata anche una disorganizzazione nei soccorsi durante la notte fra il 30 giugno e l'1 luglio, e anche questo è un dato di fatto. L'intera comunità chiaramontana dovrebbe avere il dovere morale e civico di chiedere a gran voce spiegazioni a chi di dovere e di andare oltre, se necessario. Non basta scrivere un post lacrimoso su facebook o pensare che un giorno di lutto cittadino o organizzare una raccolta fondi, sia sufficiente. Ciò che bisogna fare, in questi casi, è arrabbiarsi.

Arrabbiarsi perchè la città è stata derubata di una risorsa incommensurabile. Arrabbiarsi perchè neanche fra cinquant'anni riusciremo a rivedere di nuovo una pineta degna di questo nome. Arrabbiarsi perchè è già un diritto ricevere i fondi per ricostruire una fattoria, un'azienda o una casa in seguito allo stato di calamità e non è pensabile che da semplici cittadini ci si possa sostituire agli enti preposti. Arrabbiarsi perchè chiedere lo stato di calamità a Regione è proprio il minimo sindacale e non è nemmeno una notizia, nè un traguardo. E' veramente il minimo che si può fare.

La politica del "volemose bene", voluta a tutti i costi, non ha mai portato nulla di buono: serve solo ad obnubilare le menti, a confondere le acque puzzolenti di compromesso con un po' di cloro, facendo credere alle persone che si tratti in realtà di pura acqua di fonte.

Non è accettabile che ci sia il classico scarica barile di responsabilità, che si dica che il cosiddetto piromane non lo prenderanno mai e buona notte ai suonatori. Chiaramonte deve imparare ad arrabbiarsi, a non pensare di fare un torto a tizio o caio, a non nascondersi dietro iniziative che, seppur lodevoli sotto il profilo umano, non servono a nulla. E la prima cosa che Chiaramonte deve chiedere a gran voce, è che vengano assicurati alla giustizia gli esecutori materiali (o l'esecutore materiale) dell'incendio di quel maledetto 30 giugno 2017.

Irene Savasta