Cronaca Chiaramonte Gulfi 02/07/2017 18:42 Notizia letta: 2035 volte

Chiaramonte continua a bruciare: ma è davvero l'opera di un solo piromane?

Un dramma senza fine
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Chiaramonte Gulfi - Continuano, e non sembra davvero esserci modo di fermarli, gli incendi a Chiaramonte. Anche oggi pomeriggio, i focolai sono ripartiti in contrada San Marco e in contrada Casserello. All'opera già i canadair per spegnere ciò che rimane ancora da spegnere, ben poco a dire il vero. Resta davvero un pallido ricordo di ciò che era la pineta di Chiaramonte. Anche l'aspetto della città è completamente cambiato, non essendo più circondata dai pini sempreverdi ma soltanto da scheletri di alberi dal colorito marrone-grigio.

Qualche riflessione, visto che sono trascorse più di 40 ore e purtroppo gli incendi non sono ancora terminati, occorre farla, basando il ragionamento anche in base a ciò che sta succedendo nel resto della provincia. La notte tra il 30 giugno e l'1 luglio, quando Chiaramonte bruciava, a Comiso andava a fuoco anche il Pala Roma e la costa di contrada Canicarao. Meno di 24 ore dopo, si è scoperto che erano stati visti due ragazzini a bordo di uno scooter e che la polizia aveva un loro identikit.

Le indagini, insomma, hanno preso subito la pista del piromane emulatore. Chiunque abbia appiccato gli incendi a Comiso, ha probabilmente assistito a quelli di Chiaramonte e, complice una mente distorta, ha emulato appiccando incendi anche a Comiso. Si tratta di chiari atti dimostrativi, frutti di disagi psichici (permetteteci di dirlo). Dopo l'incendio di Chiaramonte, il più grosso in provincia, sono stati appiccati diversi fuochi: uno, ad esempio, è stato appiccato stamani lungo la strada Comiso-Santa Croce, in un terreno ricco di sterpaglie e di carrubi, praticamente adiacente alla strada. Non è illogico pensare che si tratti di qualcuno che, anche a bordo di un qualunque mezzo di trasporto, abbia appiccato il fuoco lanciando qualcosa dal finestrino. Tutti gli incendi citati, infatti, erano vicini ad un centro abitato o lungo una strada passante.

In questi casi, non è sbagliato pensare ad un piromane occasionale. Ma l'incendio di Chiaramonte ha caratteristiche completamente diverse. Innanzitutto, non è la prima volta che il rogo parte da contrada San Marco-Contrada Rossa: anche l'anno scorso un incendio è partito da quella stessa zona, pur riuscendo a essere contenuto in poco tempo. Il fuoco, poi, non è partito da una strada: è stato appiccato in un posto abbastanza impervio, difficile da raggiungere per un comune cittadino.

Inoltre, ad un certo punto della giornata, erano almeno tre i punti in cui il fuoco veniva appiccato, dividendo le forze che stavano tentando di spegnere il fuoco e rendendo tutto ancora più complicato. Il colpevole (o i colpevoli), chiunque essi siano, devono essere assicurati alla giustizia. Questa volta, deve essere un imperativo morale.

Irene Savasta
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