Cronaca Chiaramonte Gulfi 03/07/2017 19:49 Notizia letta: 3005 volte

Carbonizzati. Tumino e Cascone raccontano l'incendio delle loro aziende

Persi animali e mezzi
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Chiaramonte Gulfi - Due aziende zootecniche quasi completamente distrutti, decine di animali morti, danni per migliaia di euro. Sono le due aziende maggiormente colpite dal disastroso incendio di Chiaramonte Gulfi. Da loro, il fuoco è arrivato intorno alle 16 del pomeriggio e hanno temuto per le loro vite. Quando le loro vite erano in salvo, hanno temuto per gli animali. Poi, è arrivata la conta dei danni. Una vita di lavoro finita così, in pochissimi istanti. E la consapevolezza che tutto ciò si poteva evitare.

La prima azienda che visitiamo è quella di Salvatore Cascone. Insieme al papà Paolo, ci accompagnano in contrada Serragrande, un luogo non troppo distante in linea d’aria da San Marco, il posto in cui è scoppiato il primo incendio. “Noi cercheremo di riprenderci subito, ma quello che è perso è perso. C’erano sono andati in fumo due anni di produzione di formaggi”. L’azienda di Salvatore Cascone, infatti, produce anche formaggi e durante l’incendio ha perso anche 500 forme di caciocavallo che è rimasto annerito nella sala adibita alla salamoia. Inoltre, alcune forme non smettono di bruciare per via del grasso contenuto e sono ancora lì a fumare. “Il fuoco è arrivato dalla superstrada”, racconta Salvatore e aggiunge: “Noi siamo scappati verso l’esterno e abbiamo cercato di salvare gli animali ma purtroppo sei vitellini sono morti carbonizzati”.

Sono ancora lì i vitellini carbonizzati, in attesa di essere sepolti. Oltre ai vitellini, alle forme di formaggio e ad alcuni ambienti completamenti distrutti, l’azienda ha perso 800 rotaballe di fieno. “Secondo i periti il danno è di almeno 200 mila euro”, spiega Salvatore. I Cascone sperano in un aiuto economico concreto da parte di Regione Sicilia. In effetti, domani è prevista una riunione con Crocetta e i sindaci di Chiaramonte e Patti, i comuni più colpiti dagli incendi. Papà Paolo, da persona che sicuramente ne ha viste tante sembra meno ottimista: “Se ancora non hanno fatto le case a L’Aquila, pensano a noi? L’Italia è così: appena calma il fuoco, si dimenticherò di noi”.

L’azienda Tumino si trova in contrada Castellano ed è gestita da Giovanni Tumino. Qui, i danni sono stati molto ingenti. L’azienda è zootecnica e si occupa principalmente della produzione di latte. Possiede 230 capi e durante l’incendio sono morti 8 animali. Giovanni Tumino racconta come le povere bestie non siano riuscite a trovare la strada giusta e siano morte soffocate dal fumo e bruciate dal fuoco, nonostante lui e l’operaio abbiano cercato di salvarle. L’azienda ha perso molto: la sala della mungitura, che era completamente computerizzata, la stalla e la casa dell’operaio indiano. Oltre agli otto animali, Giovanni spiega che altre 10 vacche sono in cattive condizioni di salute e non sa se ce la faranno.

“Ho temuto davvero per la mia vita, ma poi ho pensato a mia figlia e mi sono fatto coraggio e sono riuscito a scappare. Per fortuna, abbiamo salvato la casa”. Qui, la stima dei danni non è ancora stata fatta. Giovanni Tumino, però, tiene a ringraziare chiunque in questi giorni si sia fatto avanti per aiutarlo: “Ringrazio davvero gli amici che si sono fatti vivi nel momento del bisogno. Sono veri amici. Anche la coldiretti ha contribuito a regalare un camion di rotaballe di paglia e gli altri allevatori hanno donato il mangime per aiutarci”.

Irene Savasta