Cronaca Ragusa 06/07/2017 23:25 Notizia letta: 4639 volte

Paziente operata al cuore lascia ospedale: Troppo sporco

Il re è nudo
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Ragusa - La grancassa mediatica attorno all’Ospedale ragusano viene alimentata dalle denunce. La sensazione è che l’azienda sanitaria ragusana abbia perduto la sua catena di comando. Il peggio non è ancora venuto. Pazienti, medici, operatori infermieristici. Ormai le situazioni paradossali trovano sfogo nelle numerose lettere-denuncia che riceviamo ogni giorno.
Di tutto questo disagio, proprio per il suo ruolo, Maurizio Aricò è il primo dei responsabili. Lui ovviamente non vuole ammettere ciò e ricorre ad una pratica molto diffusa, la negazione, lo scarico delle responsabilità. Sanno molto di rivalsa i procedimenti disciplinari avviati a carico di qualche dirigente dell’ufficio tecnico, prima incalzato a sostenere ritmi di lavoro incessanti dalla direzione per accelerare le fasi di apertuta del nuovo Ospedale, ed oggi fatto bersaglio della defenestrazione.
Aricò annuncia reprimende disciplinari anche per coloro i quali parlano ai giornalisti. Provvedimenti presi con apposito atto notificato ai presenti alla riunione dei primari avvenuta ieri a Piazza Igea. Il re è nudo.

Ma la negazione non può certo nascondere la denuncia di una paziente ragusana operata di Angioplastica nel reparto di Cardiologia dell’Ospedale Arezzo, che invece di rimanere in osservazione in corsia per i controlli di rito, decide di sbaraccare dal nosocomio ragusano, autodimettendosi e denunciando le carenze igieniche sanitarie in corsia, legate probabilmente alla fase del trasloco.
La denuncia del fatto è avvenuta al primario del reparto che non ha potuto fare altro che inviare una lettera alla sua direzione aziendale dai contenuti a dir poco sbalorditivi. Siamo ben oltre l’assurdo. Il primario, “...al fine di minimizzare i rischi...” denuncia le precarie condizioni igienico sanitarie del reparto, i monitor fuori uso, la mancanza di dotazioni strutturali e tecnologiche come l’angiografo fisso. Si è fatto ricorso -scrive nella lettera- ad un angiografo portatile, peraltro fuori legge, che non garantisce una adeguata gestione interventistica. Ed ancora. L’unico elettrocardiografo disponibile è parzialmente funzionante. Questi elementi bastano a dare l’idea di quale sia il clima della sanità.

Per parte nostra continueremo ad usare gli unici strumenti che non potranno mai toglierci: la voce innanzitutto, per denunciare i fatti a coloro che pretendono di lavarsi la coscienza rimpallandosi accuse e colpe senza sporcarsi le mani del fango che hanno creato.

Gabriele Giannone
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