Attualità Scicli 11/07/2017 11:00 Notizia letta: 2589 volte

Axel e Sylvain, da Palazzo Hedoné ai castelli della Normandia

L'avventura sciclitana e l'addio
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Scicli - A Scicli li hanno sempre chiamati “i due francesi”. Anzi, per l’esattezza, “i due francesi di Palazzo Hedoné”, un gioiello di albergo incastonato nelle grotte di Chiafura, nel quartiere di San Bartolomeo, inserito nel 2010 nella lista dei 100 hotel più belli al mondo dal Travel magazine del Sunday Times di Londra.

Axel Garrigue-Guyonnaud e Sylvain Pataut de Escarrega, i due francesi, appunto, dai nomi impronunciabili, hanno sempre suscitato una malcelata diffidenza frammista ad ammirazione fra la gente del posto. Troppo belli e dannati, troppo arroganti e presuntuosi, troppo stravaganti e snob… Il loro arrivo è stato un evento elettrizzante, una ventata di novità in un paese che sonnecchia e non gradisce troppo gli intrusi.

“Siamo venuti a Scicli in vacanza nel 2007”, ha raccontato Sylvain al giornalista John Stacks della rivista Departures, “ e siamo stati subito colpiti da un’antica residenza nobiliare del Settecento che affacciava sulla chiesa di San Bartolomeo. Era completamente fatiscente, con i muri e i soffitti crollati, abbandonata chissà da quanto tempo”. Una persona di buon senso non avrebbe mai investito in quella catapecchia, ma loro sì perché sotto quel palazzo sgarrupato Axel e Sylvain hanno visto quello che nessuno prima di loro era riuscito a vedere: una pietra grezza da trasformare in una gemma preziosa dalla luce abbagliante. Così, nel 2008, hanno comprato la proprietà e hanno dato il via ai lavori sfidando le avversità della Natura in un posto impraticabile e impervio, raggiungibile solo attraverso rampe di scale strette e lunghe, e dove attrezzare un cantiere era pura follia.

Ci sono voluti 2 anni, ma alla fine Axel e Sylvain hanno trasformato quell’ammasso di rottami in una struttura ricettiva spettacolare che ha fatto di Scicli la meta privilegiata di artisti famosi, uomini d’affari e personalità di spicco. Persino dei reali di Francia. Indimenticabile l’immagine di Enrico VII d’Orleans, erede al trono di Francia se la rivoluzione del 1789 non avesse spazzato via la monarchia, attraversare le strade del centro storico con la consorte, a bordo dell’ape calessino, il veicolo a tre ruote prodotto dalla Piaggio di Pontedera, in voga negli anni Sessanta nelle località balneari più esclusive: Capri, la Costiera Amalfitana, la Riviera Ligure, il litorale toscano.

Sono stati in molti a Scicli a beneficiare dell’arrivo di turisti facoltosi a Palazzo Hedoné: i ristoranti, i pub, le gallerie d’arte di Via Mormina Penna, i negozi di souvenir…

Ho contattato Axel via email qualche giorno fa per sapere che cosa fa adesso. “L’esperienza a Scicli”, mi ha scritto, “è stata ricca, bella ma anche molto difficile. E’ un capitolo chiuso, ma sono fiero di quello che io e Sylvain abbiamo fatto. Da tempo vivo in Normandia, la patria dei miei antenati, e dopo tanti anni trascorsi all’estero, sono felice di aver ritrovato le mie radici”.

In effetti, il curriculum di Axel è così ricco di esperienze professionali che si fa fatica a non credergli. Oggi, a 44 anni, è un designer di talento e un imprenditore di successo del settore turistico, ma quando era più giovane ha fatto prima il diplomatico e poi il marketing manager per molte aziende del lusso tra le quali Montblanc, la società che produce penne pregiate e altri articoli simili, ad Amburgo, in Germania. Anche Sylvain vanta un’esperienza analoga come product manager alla Louis Vuitton, specializzata in accessori moda e pelletteria, a Parigi. Ma questa, ormai, è acqua passata. Da quattro anni, i due hanno voltato pagina stabilendosi in Normandia, terra romantica e affascinante, con le sue scogliere a picco sul mare, le sue spiagge, le sue maree, i suoi paesaggi, i suoi Chateau. Ed è proprio su un castello che Axel e Sylvain hanno investito i soldi della vendita di Palazzo Hedoné. Si tratta del superbo Chateau de Villers-Bocage, dal nome del piccolo villaggio omonimo in cui si trova, a una trentina di km da Caen, ex residenza privata della famiglia aristocratica Clermont-Tonnerre. Qui, il 2 giugno 1777, soggiornò per una notte l’imperatore d’Austria Giuseppe II, fratello di Maria Antonietta regina di Francia, e nel 1955 Papa Giovanni XXIII.

La sua stanza non è stata spostata e conserva ancora la tappezzeria di allora. Com’è nel loro stile, i due hanno fatto un lavoro perfetto trasformando il maniero in un simbolo di eccellenza turistica, esattamente come a Scicli dove, intanto, Palazzo Hedoné sotto la gestione dei Massari ha cambiato nome in Borgo Hedoné. Durerà? Spiega Axel: “Le Villers è esattamente il castello che volevamo. Con una posizione strategica importante, a metà strada tra Mont-Saint-Michelle e Deauville. Quando siamo venuti qui la prima volta, era inverno. Il parco era interamente ricoperto di neve e la facciata era tutta grigia. Non era il giorno adatto per visitare il castello ma ciò nonostante abbiamo sentito che il luogo emanava quell’energia positiva che cercavamo e che finalmente abbiamo trovato”.

Emma Maccanico Bonelli
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