Attualità Ragusa 14/07/2017 15:14 Notizia letta: 3286 volte

Le acque ragusane sono salve, ma il resto della Sicilia è un disastro

Indagine di Legambiente
http://www.ragusanews.com//immagini_articoli/14-07-2017/acque-ragusane-sono-salve-resto-sicilia-disastro-500.jpg

Ragusa - I dati di Goletta Verde salvano le coste ragusane, ma non il resto della Sicilia. Su 25 punti analizzati lungo la costa siciliana, 17 località presentano cariche batteriche molto elevate. La costa ragusana risulta entro i limiti, ma altrove? La situazione è disastrosa nel palermitano, a Sciacca, Licata, Gela, nel catanese e a Siracusa. Sversamenti di petrolio e scarichi fognari, hanno pregiudicato lo stato di salute del mare siciliano. I dati sono stati presentati a Palermo a conclusione di un attento monitoraggio.

Le analisi microbiologiche vengono effettuate nel laboratorio mobile. I tecnici di Legambiente durante la campagna eseguono il monitoraggio dello stato di qualità del mare, dei laghi e delle coste, con l’intento di mettere in risalto i punti critici.

L’obiettivo è quello di scovare le situazioni che mettono maggiormente a rischio le acque: tanto le foci dei fiumi quanto i tratti di mare o lago interessati da fenomeni di inquinamento batteriologico di origine fecale per la presenza di scarichi abusivi o insufficiente sistema di depurazione, individuando tubi sospetti, condutture derivanti da depuratori rotti, mal funzionati o di scarsa capacità.

Sulla base di segnalazioni raccolte durante tutto l’anno sia dai cittadini che dai circoli locali di Legambiente i tecnici individuano i punti per i campionamenti lungo le coste italiane marine e lacustri, intervenendo con tempestività sulle situazioni a rischio di inquinamento delle acque, ampliando così il quadro delle analisi ed evidenziando le criticità.

Vero è che non si tratta di controlli ufficiali, ma la campagna di Legambiente ha il merito di sottolineare i limiti del sistema depurativo siciliano che da oltre dieci anni (termine ultimo dell’UE), dovrebbe essere messo a norma.

Irene Savasta