Appuntamenti Palazzolo Acreide 20/07/2017 09:20 Notizia letta: 103 volte

Carlo Muratori al teatro Akrai

20 luglio ore 21
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Palazzolo Acreide - Ritorna sulla scena DIES IRÆ la Cantata di li rujni, lo spettacolo di teatro canzone che Carlo
MURATORI ha tratto dal suo nuovo lavoro discografico omonimo. Il cd/book, uscito ai primi di marzo di quest’anno per Le Fate editore, presentato con enorme successo anche alla Fiera del Libro di Torino e al TaoBook di Taormina, è un lavoro di ricerca storica e di inedita musica popolare in cui il musicista siciliano presenta la sua personalissima re-interpretazione di due storie antiche: il Terremoto del 1693 e l’Eruzione dell’Etna del 1689; con in chiusura il rifacimento dell’ottocentesca Coroncina per le anime del Purgatorio appartenente al rito dell’Ottavario dei defunti in lingua siciliana.

Lo stile è quello delle Cantate barocche, in cui si susseguono recitativi, arie cantate, storie e musica. Lo spettacolo mette in scena lo smarrimento popolare dinanzi alle catastrofi naturali. Costruite in forma poetica da anonimi conta storie dell’epoca (decine di strofe in metro endecasillabo), esse rivivono sul palco animate dalla forza scenica e musicale dell’artista e dei suoi musicisti/attori; sorrette da un linguaggio arcaico, apocalittico, teatrale, roboante nella emozionante rappresentazione delle paure e della ricerca del divino dinanzi alla morte e allaRitorna sulla scena DIES IRÆ la Cantata di li rujni, lo spettacolo di teatro canzone che Carlo MURATORI ha tratto dal suo nuovo lavoro discografico omonimo.

Il cd/book, uscito ai primi di marzo di quest’anno per Le Fate editore, presentato con enorme successo anche alla Fiera del Libro di Torino e al TaoBook di Taormina, è un lavoro di ricerca storica e di inedita musica popolare in cui il musicista siciliano presenta la sua personalissima re-interpretazione di due storie antiche: il Terremoto del 1693 e l’Eruzione dell’Etna del 1689; con in chiusura il rifacimento dell’ottocentesca Coroncina per le anime del Purgatorio appartenente al rito dell’Ottavario dei defunti in lingua siciliana. Lo stile è quello delle Cantate barocche, in cui si susseguono recitativi, arie cantate, storie e musica.

Lo spettacolo mette in scena lo smarrimento popolare dinanzi alle catastrofi naturali. Costruite in forma poetica da anonimi conta storie dell’epoca (decine di strofe in metro endecasillabo), esse rivivono sul palco animate dalla forza scenica e musicale dell’artista e dei suoi musicisti/attori; sorrette da un linguaggio arcaico, apocalittico, teatrale, roboante nella emozionante rappresentazione delle paure e della ricerca del divino dinanzi alla morte e allasua morfologia. Il terremoto più forte mai registrato sul territorio italiano e il ventitreesimo più disastroso della storia dell’umanità.

”Un momento di riflessione, di meditazione sulla precarietà umana e sulle catastrofi naturali. “Mi ha impressionato il linguaggio usato dai nostri cantastorie per raccontare quei momenti di inferno. È una lingua siciliana apocalittica, le parole sono roboanti, colpi di tamburo e di scure che si abbattono sulle anime degli ascoltatori. Riprendendo il pensiero di quell’epoca, anche il narratore rappresenta la catastrofe come punizione divina, vendetta di un Dio impietoso che si abbatte sui peccati dell’umanità ritenuta oramai irredimibile.” Una sorta di collera divina e non la normale modificazione della crosta terrestre. “Oggi siamo lontani anni luce da quella mentalità, anche se queste disgrazie colpiscono profondamente la nostra umanità, ci interrogano e ci lasciano sbigottiti.

È come se un terremoto attivi per simpatia altre scosse, dell’anima, della coscienza “Al cd è accluso Catastrofi e storie di popolo, una ricerca dello storico acreide Luigi Lombardo, da cui sono tratti i testi delle storie che ha musicato Muratori, insieme alla narrazione poetica di altri cunta storie degli ultimi tre secoli, tutti incentrati sul tema dei cataclismi naturali. Il progetto editoriale è impreziosito dalle opere pittoriche gentilmente concesse dall’artista americana Hollis Hammonds.

Redazione