Attualità Chiaramonte Gulfi 25/07/2017 17:39 Notizia letta: 1294 volte

Chiaramonte, in fumo anche la mozione di Cutello

L'idea del 5 per mille
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 Chiaramonte Gulfi – Si è svolto ieri sera in Sala Sciascia il consiglio comunale aperto voluto dal gruppo consiliare di minoranza per parlare dell’incendio del 30 giugno e che ha devastato la pineta di Chiaramonte Gulfi. In realtà, il presidente del consiglio, Alessia Puglisi, ha concesso al pubblico soltanto un quarto d’ora per potersi esprimere liberamente. Pare, infatti, che il regolamento non preveda tale pratica. Eppure, i consigli comunali aperti vengono effettuati in molte città, soprattutto quando succedono fatti particolarmente gravi. E’ una prassi abbastanza consolidata. Il gruppo di minoranza ha letto una mozione d’indirizzo pensata per dare una risposta corale alla città.
LA MOZIONE DEL GRUPPO DI CUTELLO
Il consigliere Garretto legge in Sala Sciascia e, fra le altre cose, si chiede al consiglio di riprendere il progetto della videosorveglianza per controllare gli accessi ai boschi, iniziato nel 2011 e mai completato, e di creare un fondo in un apposito capitolo di bilancio in cui far confluire il 5x1000 dei chiaramontani. Tale fondo, sarebbe servito a dare un piccolo contributo alle aziende che hanno subito dei danni a causa dell’incendio. La mozione, inoltre, prevedeva l’abbattimento delle tasse comunali per quelle aziende oltre ad effettuare e appoggiare alcune iniziative di sensibilizzazione a favore del ripristino delle attività del bosco tramite associazioni di volontari. Il consigliere Mario Cutello, precisa più volte: “Dobbiamo fare squadra con tutti. Questo vuole essere un atto simbolico del consiglio. La nostra mozione è aperta, possiamo anche riscriverla insieme”. Il consigliere Giancarlo Gurrieri, lo stoppa subito: “Il 5x1000 quanto ristoro può portare alle aziende? E’ una cosa che non sta in cielo né in terra”. Certo, i fondi raccolti con il 5x1000 non avrebbero di certo risollevato le sorti delle aziende colpite, ma Cutello incalza: “In attesa dei fondi regionali, questo può essere un piccolo contributo. A Gangi è stato già effettuata questa pratica. E se noi riuscissimo a dare anche soltanto 10-15 mila euro ad azienda, penso possa considerarsi un buon risultato”. Un po’ di respiro, insomma. In attesa dei fondi regionali (ammesso che arrivino). Il consigliere Cutello, durante il suo intervento, ha dato del “tu” al consigliere Gurrieri. La presidente Puglisi lo richiama e invita tutti i consiglieri a darsi del lei. Secondo il gruppo “Liberiamo la città” questo sarebbe un modo per rispettare i ruoli. Un po’ di perplessità viene espressa da Cutello: “Questo è il clima che si respira anche in Comune”. Il sindaco, Sebastiano Gurrieri, interviene sulla questione, parlando del suo incontro in Regione, già illustrato alla stampa diverse settimane fa. Inoltre, dichiara: “Mercoledì sarò a Palermo per affrontare la questione dei fondi. Insieme al sindaco di Patti siamo d’accordo su come agire. Illustreremo poi l’incontro in una conferenza stampa. Vogliamo capire se il bosco di Chiaramonte è stato trascurato. Ho dato incarico al mio legale per capire se è possibile aprire un’inchiesta. Sconti non ne faremo a nessuno”. Inoltre, dichiara che è stato istituito un conto corrente di solidarietà gestito dalla Coldiretti. Ascoltando l’intervento del sindaco, si ha l’impressione che la colpa principale, secondo il primo cittadino, è dei vertici della forestale. Il consigliere Cutello, non molla: “Vorrei che il consiglio votasse la mozione in ogni caso. Tutte queste cose vanno nella stessa direzione. Il consiglio è un istituto importante e dobbiamo dare un segnale ai cittadini. Il sindaco ha sempre avuto questo limite politico: escludere Chiaramonte dal panorama locale e ricordo che quello che sta facendo è la normalità. E’ quello che avrebbe fatto chiunque”. Il vice sindaco Paolo Battaglia interviene: “Tutti abbiamo interesse a capire cos’è successo durante l’incendio, ma la proposta del 5x1000 arriva in ritardo, visto che abbiamo già istituito un conto corrente”.
IL CONSIGLIO APERTO. IL MISTERO DEI DUE CONTI CORRENTE
La seduta viene poi sospesa per un quarto d’ora per permettere ai cittadini di esprimersi liberamente. Fra questi, si registra l’intervento dell’ex consigliere Giovanni Vivera: “Da quanto riferito e dai fatti riscontrati, il piano di emergenza comunale è stato inefficiente. Pare sia stato istituito dopo l’unità di crisi della prefettura. M chiedo in una eventuale criticità crescente degli eventi, in caso la situazione precipitava al peggio, in particolare nell’evacuazione dei cittadini, quali conseguenze?”. Interviene anche Cristiana Pavone, presidente del comitato “30.06 Bene Comune”. Il comitato pone all’attenzione del consiglio un fatto: era stato istituito anche da loro un conto corrente di solidarietà gestito dalla Protezione Civile e dall’Anpana. Quindi, ci sarebbero due conti corrente: uno creato dalla Coldiretti e uno creato dal comitato spontaneo e gestito da Protezione Civile e Anpana. Sul perché siano nati due conti corrente, è un po’ un mistero. Un problema di comunicazione fra Amministrazione e Comitato? Anche Salvatore Cascone, uno degli imprenditori colpiti, è intervenuto e ha chiesto di sapere quando arriveranno i tecnici per fare il sopralluogo nella sua azienda, visto che ancora non ha lo stato di agibilità. Inoltre, dichiara di apprezzare comunque la mozione del gruppo di Cutello perché alla fine “ogni piccola cosa è un segnale”. Il sindaco, dopo gli interventi, ha voluto rispondere. A Vivera, dice: “Di stare attento quando si dice che a Chiaramonte non c’è un piano d’emergenza. La Prefettura ci ha lodato”. Alla Pavone dice di aver apprezzato l’intervento, ma poi dichiara: “Non si deve dare l’immagine di una situazione catastrofica”. A Salvatore Cascone: “Io mercoledì sarò a Palermo a discutere anche con la protezione civile nazionale”.
La mozione del gruppo di Cutello viene messa ai voti: bocciata, con 4 voti favorevoli (tutti i consiglieri di minoranza) e otto contrari (tutto il gruppo Liberiamo la città).

Irene Savasta