Cronaca Ragusa 28/07/2017 11:39 Notizia letta: 1879 volte

Dal Sexting al reato di tentata estorsione: vittime, due giovani ragusani

Individuati gli indirizzi IP dei due estorsori
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Ragusa - Denunciati un uomo e una donna per tentata estorsione tramite "sexting". Qualche giorno fa, presso gli uffici della Squadra Mobile, si sono presentate, per pura coincidenza, due persone, un uomo ed una giovanissima donna che chiedevano aiuto. Entrambi avevano subito il reato di tentato estorsione.
I racconti delle due vittime erano praticamente identici.
L’autore del reato in un caso si trovava in Sicilia ed in un altro in Calabria o forse è meglio dire, dovrebbero trovarsi ancora in queste due regioni.

Il tutto, per entrambe le vittime, nasceva da una conoscenza fatta tramite internet, tra facebook e siti di incontri.
L’evoluzione per questa tipologia di casi è sempre la stessa: conoscenza via web; facebook, instagram o altri scial;  utilizzo di chat (messenger o altra tipologia) per approfondire la conoscenza; scambio dei numeri di telefono; conversazioni tramite whatsapp o telegram; invio di foto per “conoscersi”; richiesta di foto di nudo integrale o alcune parti intime; scambio di materiale pornografico; sexting; ricatto di pubblicare le foto e/o video raffiguranti uno dei due in momenti molto intimi; pagamento o denuncia alla Polizia di Stato.

Il sexting “Il termine sexting, derivato dalla fusione delle parole inglesi sex (sesso) e texting (inviare messaggi elettronici), è un neologismo utilizzato per indicare l'invio di messaggi, testi e/o immagini sessualmente espliciti, principalmente tramite il telefono cellulare o tramite altri mezzi informatici”, è diventato uno dei mezzi di socializzazione più diffuso. Lo scambio di materiale pornografico dove almeno uno dei due soggetti è presente nelle foto o nei video è diventato uno dei modi di fare sesso virtuale.

Questo continuo inviare files permette all’interlocutore di entrare in possesso di materiale che spesso diventa oggetto di ricatto. La polizia ha individuato i probabili autori del reato, ma sono ancora in corso attività finalizzate all’esatta ubicazione degli indirizzi IP dei computer utilizzati.
La vittima di sesso femminile si è rivolta alla Polizia di Stato in quanto “l’amico” virtuale dopo mesi di conoscenza era entrato in possesso di numerosi video e foto pornografiche che la ragazzina aveva scattato quando ancora minore. Dopo mesi, l’autore del reato ha richiesto somme di denaro minacciando di creare un profilo facebook con le foto hard o di inviare da un profilo falso video e foto agli amici della vittima.
L’estorsore voleva i soldi a mezzo pagamento elettronico con ricarica su postepay.

Nell’altro caso, un giovane della provincia di Ragusa ha intrapreso una relazione virtuale con una donna straniera che per chattare con lui utilizzava un programma di traduzione simultanea (come spesso accade) e nonostante lui se ne fosse accorto ha continuato ad inviare files porno.
Le indagini proseguono. 

Irene Savasta
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