Attualità Scicli 29/07/2017 13:13 Notizia letta: 623 volte

Fiore di mandorla. Così chiamava mio zio il latte di mandorla a Scicli

Una ricetta antica
  • http://www.ragusanews.com//immagini_articoli/29-07-2017/fiore-mandorla-chiamava-latte-mandorla-scicli-500.jpg
  • http://www.ragusanews.com/resizer/resize.php?url=http://www.ragusanews.com//immagini_articoli/29-07-2017/1501331830-1-fiore-mandorla-chiamava-latte-mandorla-scicli.jpg&size=367x500c0
  • http://www.ragusanews.com//immagini_articoli/29-07-2017/fiore-mandorla-chiamava-latte-mandorla-scicli-100.jpg
  • http://www.ragusanews.com//immagini_articoli/29-07-2017/1501331830-1-fiore-mandorla-chiamava-latte-mandorla-scicli.jpg

Scicli - A dicembre i mandorli tingevano di bianco le colline dei Monti Iblei ed era un’esplosione di colori che faceva assaporare la primavera. Con occhio esperto il contadino seguiva la fioritura: le nebbie, le gelate, i venti;  e a febbraio sapeva già quale tipo di mandorla avrebbe avuto più valore in  quell’anno che veniva. Dai fiori spuntava un frutto agro con un nocciolo bianco come il latte e i bambini ne facevamo incetta. Presto, a primavera inoltrata, sotto il mallo si addensava il guscio e per raggiungere il seme bisognava adoperare una pietra. La raccolta delle mandorle era più faticosa della raccolta delle carrube, dicevano gli anziani, perché il mandorlo, a differenza del carrubo, non protegge  dai raggi spietati del sole. 

Una volta raccolte le mandorle si stendevano al sole sui marciapiedi per l’essiccazione del mallo, che veniva così più facilmente asportato e si usava per fare la brace.  Nei magazzini dei commercianti le grandi macchine fin dal mattino spaccavano i gusci con rumori ritmati e le donne sedute per intere giornate chiacchieravano e selezionavano i semi. I gusci si usavano come innesco per ardere i forni di casa dove cuoceva il pane. Ci sono diverse varietà di mandorle come ad esempio la Pizzuta, il Fascionello, la Romana e la Corrente.

La Pizzuta di Avola, in particolare, cresce nelle zone del Val di Noto e rappresenta un’eccellenza in tutto il mondo. La Mandorla “Pizzuta” deve il suo nome alla sua forma schiacciata e appuntita, ideale per fare i confetti. Ha un sapore intenso e persistente grazie alla sua ricchezza di oli essenziali. Ricordo che le mandorle venivano tritate in un mortaio e, con l’aggiunta di zucchero, si faceva un panetto che sciolto in giusta dose nell’acqua diventava la bevanda più buona e salutare dell’estate: il “fiore di mandorla”, lo chiamava mio zio, cioè il latte di mandorla.

Era bianco e denso, a volte con un sentore di limoni e gelsomino. Aveva in sé l’inverno con i suoi venti marini e le gelate, la primavera con le sue brezze tiepide e la calda estate. Ancora oggi il latte di mandorla è un alimento fresco che spegne l’arsura estiva.
Assaggiatelo a Scicli nella sua antica ricetta, cioè con le Pizzute d’Avola macinate a freddo, presso Basile Pasticceri dal 1966.
Presso la pasticceria è possibile anche acquistare i panetti per realizzare a casa lo stesso latte di mandorla.

Basile Pasticceri dal 1966
Viale I Maggio, 3 - Scicli (RG)
tel. 333.6785876
www.basilepasticceri.it

Redazione