Attualità Ragusa 02/08/2017 14:48 Notizia letta: 417 volte

Salvatore Corallo: verso un posto chiamato Regione

Le dimissioni dell'assessore grillino
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Ragusa - Una corsa alle regionali vale più di un posto da assessore al Comune di Ragusa. L'ormai ex assessore Salvatore Corallo, ha deciso di buttarsi nella competizione elettorale verso palazzo d'Orleans a Palermo per le regionali di novembre, a fianco del candidato presidente grillino Giancarlo Cancelleri. Un incarico in Regione non sarebbe dicerto sgradito, anche perchè altrimenti non si spiegherebbe il motivo delle sue dimissioni.

Diciamocelo: le dimissioni di Corallo sono arrivate un po' a sorpresa, forse prima del previsto. Che l'establishment grillino di Ragusa avrebbe avuto una parte nelle elezioni regionali, era cosa sicura. Ma che addirittura queste dimissioni arrivassero nel bel mezzo dell'estate non era certo una cosa che ci si poteva aspettare. Danno conferma, eventualmente, di un'ulteriore dato: chi fa politica, che sia grillino, di destra, di sinistra o di centro, ama soprattutto le campagne elettorali e tentare di correre per quel "qualcosa in più". Se c'è possibilità di andare in Regione, perchè no?

E' stato Corallo stesso, durante una conferenza stampa, a spiegare le motivazioni di questa scelta: Giancarlo Cancelleri l'ha chiamato, la campagna elettorale è già in corso (sabato toccherà proprio Marina di Ragusa) e quindi è arrivato il momento di lasciare Ragusa per andare oltre. Corallo, dunque, ha preferito mollare la carica di assessore.

Federico Piccitto ha deciso di trattenere per se le deleghe di Corallo, almeno per il momento. Salvatore Corallo non è stato esente da critiche durante il suo mandato: a marzo, c'è chi aveva definito "selvaggia" la potatura degli alberi di via Orfanotrofio a Ibla. Ad aprile, la nuova rotatoria di piazza Libertà aveva fatto storcere il naso a tutti. Con le sue dimissioni salgono a 7 i fuoriusciti dalla giunta Piccitto: prima di lui, Claudio Conti, Gianflavio Brafa, Salvatore Martorana, Giuseppe Dimartino e Stefania Campo.

Irene Savasta