Economia Autostrada

Cantiere Siracusa-Gela, 150 licenziati

Parla l'on. Nino Minardo

Modica - La chiusura dei cantieri autostradali nei lotti che da Rosolini dovevano condurre sino a Modica. Oggi, i sindacati hanno denunciato il licenziamento di 150 operai della CO.SI.GE dal 31 luglio scorso. "Gli effetti di tutto questo, sono devastanti, per gli operai e per le loro famiglie", commenta l'on. Nino Minardo.

"Si fermeranno i cantieri; il completamento del lotto autostradale Rosolini-Modica è a rischio se non definitivamente cancellato; l’Europa non ci darà più i soldi perché non si è in grado di rispettare il ‘cronoprogramma’ imposto e lo Stato dovrà restituire quanto già dato da Bruxelles. Mai vista tanta irresponsabilità da parte di chi governa!

E mai visto tanto disinteresse nei confronti di una parte d’Italia come, da una parte il governatore, Rosario Crocetta ed il suo (mal)governo regionale, e dall’altra il ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, hanno mostrato verso la nostra provincia.
Loro e chi li ha rappresentati, CAS ed ANAS prima d’ogni altro, hanno disatteso tutti gli impegni che avevano assunto davanti al Prefetto che, con grande buona volontà, e grazie ad un eccellente lavoro, aveva individuato le soluzioni a patto che gli altri attori mostrassero un minimo di volontà. Invece, è calato il silenzio, provocando la messe di licenziamenti di queste ore".

Così i sindacati, Fillea –Cgil, Filca-Cisl,Feneal-Uil, di Ragusa (Franco Cascone, Paolo Gallo e Niccolò Spadaccino) che in una nota denunciano il rischio del mancato completamento del lotto autostradale Rosolini – Modica.

“Chiude il cantiere dell’Autostrada Rosolini-Modica. Rischia la definitiva interruzione l’opera che avrebbe finalmente completato il tratto autostradale che collega Catania-Siracusa-Modica.
L’Impresa CO.SI.GE., consorzio di imprese la cui capofila è Condotte Acque Spa, ha proceduto al licenziamento di tutte le maestranze a far data dal 31 luglio 2017. Fermati anche i lavoratori di tutte le Ditte subappaltatrici. In tutto 150 lavoratori sono rimasti senza lavoro, a questi si devono aggiungere tutti quelli che lavoravano nell’indotto.
La causa di questa drammatica situazione, che ha lasciato senza certezze e senza prospettiva quasi 200 famiglie, è da ricondursi al cinismo e all’inerzia dei diversi enti preposti alla realizzazione dell’importante infrastruttura, che, nonostante le grida di allarme lanciate più volte dalle tre organizzazioni sindacali di categoria Feneal-Filca e Fillea e dalle tre confederazioni Cgil-Cisl-Uil. Nonostante i pressanti appelli rivolti agli enti nazionali e regionali (Cas, Anas, Regione) attraverso le proteste portate davanti alla Prefettura con presidi degli operai, l’ultima delle quali è stata effettuata non più tardi di dieci giorni fa, hanno continuato nella loro inerzia e nello scaricabarile non mantenendo nessuno degli impegni assunti solennemente davanti al Prefetto di Ragusa, a partire dall'impegno assunto da CO.SI.GE. di avviare le procedure della richiesta di Cigo per scongiurare i licenziamenti.

A questo punto rischia di tramontare definitivamente la possibilità di completamento dell’opera; l’importante arteria resterà l’ennesima incompiuta e un intero territorio resterà devastato e ancora una volta pesantemente beffato. Le possibilità di sviluppo del territorio che si sarebbero potute innescare per i propri comparti economici fondamentali (agricoltura, turismo, trasporti, industria etc.) vengono ancora una volta mortificati e penalizzati da giochi politici cinici e paradossali. Al licenziamento dei lavoratori e al dramma lavorativo si accompagna e si aggiunge la crudele beffa delle popolazioni di un intero territorio che attendevano giustamente di essere finalmente dotati di una così importante infrastruttura.
Le organizzazioni sindacali, con il pieno sostegno dei lavoratori, si sono duramente opposte ai licenziamenti effettuati da Co.Si.GE, presidiando il cantiere per ben due giorni con assemblee permanenti. Ben poco però è stato possibile ottenere di fronte alla ferrea volontà dell’impresa di cessare l’attività del cantiere, stante il permanere di tutti quegli ostacoli, economici e tecnici, che avrebbero dovuto già da tempo essere rimossi. In questa battaglia siamo rimasti in perfetta solitudine: nel silenzio assordante della politica, delle istituzioni locali e soprattutto con la ripetizione stucchevole da parte degli Enti preposti di un copione recitato da tre anni a questa parte: “ora farò, ora provvederò, ora pagherò..”. Guardandosi bene però dal dare seguito effettivo e concreto agli impegni assunti. La sconfitta dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali materializzatasi con le lettere di licenziamento delle maestranze rischia, però, di essere anche la sconfitta dell’intero territorio.
La FLC non intende rassegnarsi a questa paradossale situazione: c’è il lavoro, ci sono i soldi (buona parte dei quali concessi dall’UE e che rischiano di essere perduti per sempre) e l’opera è bloccata. Lanciamo un appello ai cittadini per unirsi alla battaglia dei lavoratori che rivendicano il loro sacrosanto diritto a ritornare al lavoro; soprattutto lanciamo un appello a tutto il mondo politico-economico-sociale e istituzionale locale affinché ci sia una forte e determinata mobilitazione, nonostante ci troviamo in pieno agosto, per pretendere che ogni soggetto responsabile faccia finalmente la sua parte per vedere proseguita e portata a compimento l’opera.
E’ a questo fine che le tre Organizzazioni sindacali di categoria e confederali hanno indetto un vertice per lunedì prossimo alle ore 17 nell’aula consiliare di Pozzallo, convocando in quella sede sindaci, deputazioni regionali e nazionali, giunte comunali e presidenze dei consigli comunali etc..
Noi non ci rassegneremo e ci batteremo con ogni mezzo per far si che al più presto il lavoro riprenda e venga scongiurato il disegno di chi pugnala alle spalle il nostro territorio”.

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