Lettere in redazione Modica

Modica: 8 ore al Pronto soccorso

Riceviamo e pubblichiamo

Modica - Mi chiamano alle 9 di sera dalla casa di ricovero anziani di Scicli per dirmi che mia madre accusa un dolore al petto e un respiro affannoso e che il medico prontamente chiamato ne ha ordinato un trasferimento al Pronto soccorso per valutare approfonditamente le cause del malessere. Mia madre ha 80 anni, non scherziamo! A dire il vero avevo chiacchierato con mamma durante il tardo pomeriggio e fino alle 7 quindi poco meno di 2 ore prima e mi era sembrata il solito grillo parlante, piena di energia, critica nei confronti del paese e del mondo come al solito…ma qui può esserci il rischio di un infarto…non rischerziamo!

L’ambulanza raggiunge il nosocomio alle 10 di sera, io di lì a pochi minuti. Sulla porta dell’accettazione campeggia un SEVERAMENTE VIETATO ENTRARE…io lo intendo come un PREGO SI ACCOMODI e mi faccio avanti senza un sorriso. Ognuno di noi sa che per legge un comportamento può essere lecito o vietato (tertium non datur). Se vi dicono o scrivono che è SEVERAMENTE vietato ciò vorrà evidentemente dire che oltre alla sanzione prevista per la trasgressione compiuta vi daranno anche 10 frustate! Ma voi osate perché nel nostro paese ci sono brave personcine che lasciano correre sempre! Mi sono dilungato ma va ben! L’addetto alla accettazione, 30enne o poco più, viso stanco e rassegnato mi dice che mia madre è sotto osservazione medica e mi indica la stanza da raggiungere per colloquiare con il medico. La dottoressa, minuta, 1,58 x30, anch’essa provata e con una previsione di lunghe ore di lavoro da dover ancora affrontare e quindi pronta a incazzarsi al volo abbozza un sorriso che non riesce e mi dice che l’elettrocardiogramma è negativo (LO SUPPONEVO!) ma che andranno fatti i prelievi ematici per verificare e scongiurare un possibile infarto o altro evento minaccioso che non saprei dirvi.

I tempi tecnici da laboratorio per dare un responso certo saranno complessivamente di 4 ore (LO SUPPONEVO!). Mia madre è sdraiata su una barella, anch’io vorrei sdraiarmi su una barella ma la Dottoressa mi fa capire che sarebbe opportuno andare a riposare e ritornare intorno alle 2 di notte. Le do’ ragione anche se un po’ antipatica mi sembra già lo sia, visto che prima di parlarmi è rimasta stavolta Lei con la sua mamma al telefono catechizzandola su cosa dare ai figlioletti a colazione di cosa non dare e di cosa dire e non dire con un tono perentorio di una che ritiene di avere le palle e brama in cuor suo di vedersi spuntare un uccellino. Ritorno nella mia casa di campagna e penso di poter riposare qualche ora. Mia madre sarà tenuta
Lì quieta in osservazione …stiamo scherzando coi rischi che corre! Alle 23,15 sono disteso sul letto di casa, non mi sono neanche svestito…alle 23,45 squilla il mio telefono...è mamma! Rispondo preoccupato…che cosa è successo! Lei: Sono in una stanza al buio con altre persone e ho tanta sete ma non viene nessuno!

Salto sull’auto portando una bottiglia di acqua, a mezzanotte sono al Pronto soccorso, mi precipito e la trovo in corridoio su una sedia a rotelle. Mi tranquillizzo pensando che le hanno dato da bere e l’hanno messa a sedere ma mia madre mi racconta di essersi lasciata scivolare dalla barella e dopo aver riacceso la luce di avere raggiunto gatton gattoni la sedia a rotelle e di essersi fantozzianamente data alla fuga alla ricerca dell’acqua perduta. In effetti nel corridoio esistono almeno altri tre predatori dell’acqua perduta i quali alla vista della bottiglia che tengo in mano allungano lo sguardo e …le mani mancano solo i rami bendati dei supplici. Mi sembra un po’ una scena da Kolossal anni ’60 del tipo Ben Hur …La tunica… ove venivano spesso rappresentate scene di Lebbrosari o di schiavi in fin di vita che sussurrano: Acqua per pietà! Del resto il corridoio non è propriamente quello di un ospedale…porte scrostate… segni di fondo scarpe sulle pareti… qualche sputacchio a corredo, insomma quanto a igiene un ospedale di guerra nelle foreste del Vietnam non è paragonabile, nel senso che doveva esser stato di gran lunga migliore! Dar da bere agli assetati e in sequenza verso 3 bicchieri d’acqua a mia madre (avrà cenato a base di prosciutto crudo che in Sicilia è sempre salatissimo e lo chiamano Parma dolce) 2 bicchieri a una ragazzina 14enne con febbre a 40 che si lamenta da un’ora e mezza per un attacco di appendicite e attende ancora di essere ricoverata, un solo bicchiere alla madre della ragazzina, dopodichè vaporizzo con uno spray di acqua termale, che ho avuto l’accortezza di portarmi dietro, in ordine: viso nuca e braccia della ragazzina, viso della madre e da capo a piedi mia madre per intero a rischio disidratazione. Di lì penso subito che il malore di mia madre possa essere stato un colpo di caldo o la voglia di continuare a parlare con suo figlio non essendo stato sufficiente averla ascoltata fino alle 7 di sera. Le madri di 80 anni vogliono sempre parlare con il figlio e finiscono per seppellirli di parole.

Fatto questo distribuisco carezze a mamma e alla ragazzina. Arrivare alle 2 sarà dura. Nel frattempo in corridoio due ragazzotti imbufaliti spingono una barella con su una ragazza con gamba fratturata aspettano da oltre due ore lumi sul ricovero. La ragazza soffre e si lamenta. I ragazzotti incazzatissimi decidono di andar via alla ricerca di un altro ospedale. - Poveri -penso in cuor mio-non sanno che si stanno iscrivendo al Giro d’Italia!

In attesa degli eventi ho modo di osservare una folla di postulanti.. chi aspetta.. chi va e chi viene…chi vuole sapere e non glielo vogliono dire, chi ti racconta tutta la sua vita cercando conforto…io comincio a pensare a mia madre che scivola da una barella per fuggire e penso: Ma ‘sti stronzi poco meno di 2 mesi fa hanno operato in questo ospedale mia madre per la classica frattura al femore e stanotte lei ha rischiato di farsi davvero male…ma si può essere così superficiali e incoscienti da mollare i pazienti senza un controllo assiduo, oltretutto persone anziane con problemi di demenza incipiente o galoppante che spesso pensano di trovarsi a casa loro e non in un ospedale? La stanchezza fa montare l’incazzatura e alle 3 meno un quarto quando la Dottoressa ci chiama per annunciarmi con sorriso beffardo che gli esami vanno bene ma che c’è da aspettare ancora un’ora per un ultimo prelievo da effettuare… non gliele mando a dire e mani dietro la schiena per un solo secondo e successivamente con ampi gesti roteanti come attributi sottostanti mi scateno in una sequenza di insulti per quanto accaduto e con misconoscenza totale della benchè minima virtù evangelica chiudo la cosa mandandoli a cacare con la C alla Nanni Moretti. La Dottoressa la chiamo dandole della signora, il suo servo pastore mi ribadisce DOTTORESSA io la apostrofo come Signoressa eludendo la S e la invito poco cordialmente a cambiar mestiere. Lei chiama i carabinieri. Io aspetto fuori i carabinieri. Arriva la pattuglia per il verbale. Il tenente è scocciato, capisce che ognuno ha le sue ragioni e che quindi abbiamo torto entrambi. Non ci manda a cacare con la C ma piu’ delicatamente con la G. Un infermiere stavolta gentilissimo mi raggiunge per riportare dentro mia madre che nel frattempo ho caricato in macchina disattendendo l’ultimo prelievo da effettuare. Aspetto ancora per un’ora il risultato finale: ovviamente negativo (LO SUPPONEVO!) e alle 5 del mattino esco correndo via dal palazzo in fiamme come la protagonista del film di Argento Suspiria, urlando ai disgraziati in arrivo al Pronto soccorso: Non lasciate soli per un solo minuto i vostri familiari…portatevi dietro acqua, pane, coperte e carta igienica tantissima perché in quest’ospedale c’è da cacarsi addosso! Ho detto tutto.

PROTAGONISTI:
Davide Bonelli il figlio
Maria La Rocca la madre
Dottoressa e assistente: non dicono il nome

COMPARSE:
Ragazza appendicite e madre
Ragazzotti e ragazza fratturata
Uomo che piagnucola
Attrezzista gru con moglie che recita le sue memorie
Infermiere gentile
Tenente e appuntato perplessi. 

http://www.ragusanews.com//immagini_banner/1512997998-3-pirosa.gif