Attualità Agricoltura 10/08/2017 09:23 Notizia letta: 250 volte

A Sondrio arriva l'ulivo e a Giarre gli avocado

Il rapporto di Coldiretti
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Le stranezze di questo clima, sempre più tropicale, si fanno sentire principalmente in agricoltura. Che vi sia un generale surriscaldamento delle temperature, è cosa nota. Ma quali sono le conseguenze per l'agricoltura in Italia e in Sicilia? Il rapporto di Coldiretti parla chiaro: mentre il vino acquisisce un grado alcolico in più, l'olivo viene coltivato anche nel nord Italia, insieme al grano duro. A sud, sempre più infestato da insetti, si coltivano frutti esotici quali banae, avocado e molti altri: questo tipo di coltura è andata a sostituire la tipica agricoltura mediterranea. Sono questi gli effetti di un clima impazzito che ha portato quest'anno temperature record e che ha provocato danni all'agricoltura per oltre 2 miliardi.

E ora in provincia di Sondrio, oltre il 46esimo parallelo, l'ultima frontiera Nord, si coltiva olio d'oliva italiano, cosa già avvenuta negli ultimi anni in valtellina (è passata da zero a circa diecimila piante, su quasi 30 mila metri quadrati di terreno). Nella Pianura Padana si coltiva oggi circa la metà della produzione nazionale di pomodoro destinato a conserva e di grano duro per la pasta. Il vino italiano è aumentato di un grado negli ultimi 30 anni, ma il caldo ha cambiato anche la distribuzione sul territorio dei vigneti che tendono ad espandersi verso l'alto con la presenza della vite a quasi 1200 metri di altezza come nel comune di Morgex e di La Salle, in provincia di Aosta, dove dai vitigni piu' alti d'Europa si producono le uve per il Blanc de Morgex et de La Salle Dop. Per non parlare, poi, dei salumi: il riscaldamento ha cambiato anche le condizioni per la stagionatura, l'affinamento e l'invecchiamento dei vini.

A Giarre, invece, ai piedi dell’Etna, si coltivano i primi avocado Made in Italy, frutto tipicamente tropicale e a Palermo si riescono addirittura produrre le prime banane nostrane. "L’effetto congiunto dei cambiamenti climatici e della  globalizzazione degli scambi ha portato peraltro alla diffusione in Italia di parassiti "alieni" mai visti prima che si sono accaniti sulle produzioni nazionali, dalla Xylella degli ulivi al cinipide galligeno che ha decimato le castagne, dal punteruolo rosso che ha fatto strage di decine di migliaia di palme alla Tristeza degli agrumi e molti altri come testimonia la recente la biblica invasione nel Nord Italia della “cimice marmorata asiatica” particolarmente pericolosa per l’agricoltura perché prolifica con il deposito delle uova almeno due volte all`anno con 300-400 esemplari alla volta. A favorirne la diffusione è stato un autunno particolarmente caldo con la moltiplicazione degli esemplari che non hanno in Italia antagonisti naturali", si legge nel rapporto.

"A preoccupare è anche il repentino capovolgersi del tempo con i cambiamenti climatici in atto che in Italia si manifestano con ripetuti sfasamenti stagionali ed eventi estremi anche con il rapido passaggio dalla siccità all’alluvione, precipitazioni brevi e violente accompagnate anche da grandine con pesanti effetti sull’agricoltura italiana che negli ultimi dieci anni - conclude la Coldiretti - ha subito danni per 14 miliardi di euro a causa delle bizzarrie del tempo".

Irene Savasta