Sanità Riflessioni 10/08/2017 12:56 Notizia letta: 270 volte

Sicilia e malasanità, non è tutto come si descrive

La situazione nazionale
http://www.ragusanews.com//immagini_articoli/10-08-2017/sicilia-malasanit-tutto-descrive-500.png

Nelle ultime settimane abbiamo raccontato purtroppo nuovi casi di malasanità nella nostra area territoriale, come quello che ha riguardato la morte di Giovanni Vitale, uomo di 77 anni che ha atteso vanamente un intervento chirurgico per undici lunghe ore, prima di spirare a causa di una insufficienza cardiaca dopo il trasferimento all'Ospedale Maggiore di Modica.

Un problema meridionale. Questa notizia non fa che confermare una triste tendenza che è stata evidenziata anche dall'ultima edizione del Rapporto del Centro per i diritti del Cittadino, in cui si legge che le regioni meridionali, e in particolare la nostra Sicilia, detengono il poco invidiabile primato di aree italiane in cui il rischio sanitario è maggiore. Per la precisione, se Calabria e Campania si condividono la palma di territorio in cui si muore con più frequenza a causa di cure tardive o sbagliate, la Sicilia è prima in Italia per numero di denunce per malasanità.

I dati del fenomeno. Anche di recente, nelle conclusioni della Commissione Parlamentare d'Inchiesta sugli errori in campo sanitario, sono stati resi noti altri dati su questo fenomeno: ad esempio, in Campania l'81 per cento dei casi acclarati di malasanità si concludono col decesso del paziente, mentre a livello nazionale nel quinquennio 2009-2012 sono state registrate 570 denunce per malasanità, di cui 117 nella sola Sicilia, vale a dire il 20 per cento.

Le denunce in Sicilia. Mettendola in altri termini, per ogni cinque denunce che vengono presentate a livello nazionale per materie sanitarie (ovvero, le cosiddette malpractice), una proviene dalla nostra regione, che distanzia di molto le altre realtà italiane (la Calabria segue a 107, ma ad esempio in Campania, Puglia ed Emilia Romagna non si superano le 37 denunce). Questo significa però due cose: se da un lato, infatti, sottolinea le difficoltà del settore sanitario, specialmente pubblico, dall'altro può essere interpretato come una "presa di coscienza" da parte di chi subisce un torto o vive una situazione anche drammatica. 

Maggiore attenzione alla tutela. Il numero alto di denunce potrebbe infatti significare che i siciliani si stanno riscoprendo più attenti a far valere i propri diritti in caso di trattamento medico improprio, diagnosi sbagliata o omissione di una cura necessaria da parte del personale sanitario; ovvero, come spiegato sul sito Persalute, le cause più frequenti di malasanità sia in Sicilia che in Italia, quelle che possono determinare anche un eventuale rimborso al paziente o alla famiglia coinvolta nel problema.

Le parole di Crocetta. In difesa del sistema sanitario siciliano si è schierato nelle scorse settimane il governatore Rosario Crocetta, che ha pubblicato un video sulla sua pagina Facebook per dire "basta" agli attacchi mirati a screditare l'isola: "Se i siciliani guardano le emittenti e la stampa nazionali, vedono una Sicilia che non riscontrano nella realtà. Se per esempio in un ospedale di Parma o di Milano si scopre qualcuno che fa interventi inutili per danneggiare la gente, lì non c'è la malasanità. Se invece succede un episodio in un ospedale siciliano, allora si tratta di malasanità", ha detto il presidente. 
L'orgoglio di essere siciliani. Crocetta ha poi citato alcuni dati per sconfessare il quadro nero: in questi anni, ha detto, siamo andati avanti sulla sanità e "siamo all'ottavo posto in Italia per i livelli essenziali di assistenza, mentre nel 2012 eravamo al penultimo posto". Il video si conclude con un invito a sentirsi orgogliosi di essere siciliani, a prescindere dalle difficoltà.

Redazione