Cultura Musica d'autore 14/08/2017 23:12 Notizia letta: 1684 volte

Zucchero Fornaciari: Saboto parole, per cantare in dialetto

Lezione di estetica
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Chocabeck. Molti hanno pensato fosse inglese, è invece una pianta dal sapore dolciastro che faceva cioccare il becco agli uccelli, che mangiandola facevano crac crac. “Mio padre, quando doveva zittire la mia richiesta di dolci, mi diceva sempre di aspettare, che mi avrebbe portato il Chocabeck. Io immaginavo una torta al cioccolato, che non arrivò mai”.

Adelmo Fornaciari gioca con gli occhiali, e con lo swing che lo fa dondolare fra inglese, lingua e dialetto. Chocabeck, il suo album di inediti, ha anticipato il Partigiano Reggiano, partendo da un inglese maccheronico privo di senso. “Io cerco di riprodurre in italiano quel suono inglese, restituendogli un senso nuovo, diverso”.
Ad esempio?

“In Dune Mosse, disillusi smammai nasce da I'm losing my mind. L'ho fatta per tenere il suono...”

Altre soluzioni ardite?

“Ho cantato la parola slempito, che usa un mio vicino di casa contadino, convinto in cuor suo che la parola in questione esista. In realtà l'ha inventata lui”.

E cosa significa slempito?

"Slempito è uno che si è dato una mossa, si è ricaricato, per il mio vicino contadino". 

Usi onomatopee...Bum bum, bang bang, Stabun!

Stabun è stai buono, mi serviva perché tronca, breve, incisiva. Ma uso anche le sdrucciole, la bestia umanica...”

Fino alle rime strane...

"Si! Sali, anima in depression come in, come sei messo? Ma abbiamo anche inventato una parola, con il mio paroliere Panella: il dindondio"

Beh, Gozzano ha fatto rimare Nietzsche con camicie, tu non sei stato da meno...

"Era un periodo di continue discussioni con la mia ex moglie, lei donna di cultura, fanatica di Nietzsche, io ormai esausto della situazione familiare. Ricordo, era l'ultimo dell'anno. Le chiesi: Ma Nice che dice? Boh!"

La tua forza , oltre all'ironia, è quella di passare dall'italiano all'inglese e viceversa...

"Più invecchio, e più me ne sbatto dell'inglese, dello spagnolo. Canto in italiano, potrei cantare anche in dialetto, la musica ha una forza sua. Più vado avanti con gli anni, più le mie radici si allungano". 

Qual è il tuo sogno?

"Continuare a sabotare la lingua. Ho iniziato con Oro incenso e birra, proseguito con Le strade delle signore sono infinite, sono arrivato a Partigiano Reggiano. L'altro giorno sentivo al tg del maltempo. Ho immaginato un Mille susini divelti dal vento..."

Giuseppe Savà
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