Attualità Punta Secca 01/09/2017 23:03 Notizia letta: 778 volte

La jewelry designer nella spiaggia di Montalbano

Collane molto belle
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Punta Secca – Il mare di Montalbano è increspato. Non al punto da lasciare in spiaggia i bagnanti. Entrano in acqua. Azzurra, cristallina. La casa del commissario internazionale, poco distante, è un via vai di turisti. Guardano dall'esterno, scattano foto, entrano nelle stanze che raccontano la quotidianità di Salvo Montalbano fuori dall'ufficio. Punta Secca è invasa da turisti. Stranieri soprattutto. Si guardano attorno, si inoltrano verso la “passeggiata” che s'affaccia sul porticciolo, proseguono fino a godersi gli ampi spazi sorti su quelli che un tempo erano dell'ex dogana. A vigilare, stagliato verso il cielo, è il faro. Bianco, immacolato, quasi a guardiano di quelle secche sulle quali si infrangono le onde e che custodiscono reperti archeologici prossimi a venire alla luce. Lungo la “passeggiata” le case di villeggiatura di fine Ottocento. Bianche, azzurre. I colori del Mediterraneo sono tutti in quelle facciate di abitazioni vocate ad un turismo destagionalizzato al quale si potrebbe tanto lavorare. Tutto è lindo, pulito. Poco più avanti il ristorante tanto caro al commissario Montalbano.

“Enzo a Mare” è il suo nome. Entrare è una curiosità da soddisfare. Un balcone sul mare ibleo con la sabbia che lambisce il pavimento in legno e con le onde che si toccano quasi con le mani. Poi la sorpresa. L'occhio verso una bacheca. Una bacheca che racconta la passione di una donna divisa fra un lavoro di dipendente pubblico, la creazione di pietanze sempre più succulenti, graditi a Salvo Montalbano, ed un hobby. Hobby coltivato nel silenzio, nelle ore che in molti dedicano al riposo. E' Nunzia Ciavorella, una jewelry designer che nel Profondo Sud crea capolavori alternando perline, coralli, sete, macramè, pietre dure pregiate e vetro. Gioielli come opere d'arte, ricche di storia, passando dagli egizi alle tradizioni tribali. Sono lì ad accogliere chi vuole trovare il commissario Montalbano oltre che nella sua casa dalle persiane verdi anche fra i tavolini del suo ristorante preferito. Sono lì in riva al mare quasi a “solleticare” la vanità che sà di donna e che non dispiace in un pomeriggio di mezza estate quando Punta Secca si veste di rosso sotto un tramonto che cala verso Torre di Mezzo, ricordando la terra delle tre torri rimaste, solitarie, a baluardo di un territorio che il turismo ha deciso di “baciare”.

Pinella Drago
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