Attualità Biotecnologie 01/09/2017 09:56 Notizia letta: 258 volte

Vestiti e scarpe con gli scarti dei pomodori? Presto una realtà

Avanguardie
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Pozzuoli - Abiti, calzature e oggetti prodotti con gli scarti dei pomodori e di altre verdure. Vi sembra impossibile? La realtà, invece, è molto più vicina di quanto pensiate. E lo dimosta uno studio tutto italiano, proveniente da Pozzuoli. E' il mondo in evoluzione delle cosiddette "bioplastiche".

Ogni anno, solo l'8% della plastica viene riciclato correttamente, mentre oltre 240 milioni di tonnellate, invece, finisce in discarica o, peggio ancora, smaltita illecitamente nei nostri mari o nei nostri terreni. Le plastiche derivate dal petrolio, in quanto idrorepellenti, non si decompongono in acqua.

L'attenzione agli ecosistemi e agli ambienti in generale, ha portato allo sviluppo di numerosi studi finalizzati allo sviluppo di materiali ecologici di origine naturale da impiegare negli ambiti più disparati, compresa l’industria della moda. Le bioplastiche di uso comune erano generalmente quelle ottenute dall’amido del mais.

Ma una ricerca  condotta dal CNR di Pozzuoli sta facendo ancora di più: anche gli scarti organici di provenienza domestica o derivati dai processi industriali possono diventare materiali ecologici adatti alla produzione di oggetti di uso quotidiano, dai giocattoli alle scarpe.

Un giorno, forse, indosseremo calzature fatte di avanzi di pomodoro, o una giacca fatta con le bucce dei peperoni. Lo studio, infatti, prevede che questi oggetti diventino di bene comune e che possano trovarsi ben presto anche nelle nostre case.

Irene Savasta