Attualità Monterosso Almo 04/09/2017 10:37 Notizia letta: 460 volte

Carmelo Buscema, l'uomo dei marranzani

O scacciapensieri, o nancalarruni
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Monterosso Almo - Per chiamarlo si usano diversi nomi: marranzani, scacciapensieri, nancalarruni, trunfa. Ma la sostanza non cambia perché parliamo dello strumento musicale siciliano più diffuso nel mondo. “Ho iniziato a fare il fabbro a 12 anni, quando andavo a scuola media. Ero proprio un ragazzino e praticavo quello che un tempo si chiamava apprendistato.

Ma negli anni 2009-2010 ho scoperto l’arte del marranzano”. Carmelo Buscema è uno dei pochi costruttori di Marranzani esistenti al mondo. Da Monterosso Almo, dove ha una piccola bottega, i suoi strumenti musicali raggiungono tutto il mondo, perfino il Giappone e la Russia. Pezzi unici, rarissimi: ogni musicista, infatti, ha le proprie esigenze circa intonazione e suono e Carmelo Buscema li accontenta con pazienza, perizia e grande manualità.

“La maggior parte dei marranzani esistenti sono souvenir, non strumenti musicali: la differenza è tutta qui. I miei marranzani, invece, sono tutti strumenti musicali perfettamente funzionanti, accordati secondo le esigenze del musicista che me lo richiede”.

Signor Buscema, com’è nata l’idea di costruire marranzani?
“Negli anni 2009-2010, un mio cugino che suonava i tamburelli siciliani mi ha detto che aveva visto dei marranzani a Catania. Sono per natura una persona molto curiosa e facendo già il fabbro ho voluto cimentarmi in questa nuova avventura e provare a costruirne uno. All’inizio non è stato per nulla facile perché dare al marranzano quella tipica forma a conchiglia è complicato. Il telaio, in siciliano “cascia”, deve contenere la “pinnedda”, cioè la linguetta che deve vibrare per produrre il suono. Stiamo parlando di una striscia di ferro dolce di 15 centimetri che deve contenere una linguetta trasformata da un pezzetto di molla, accordata perfettamente”.

Quanto tempo si impiega per costruire un marranzano di tutto punto?
“Io ci impiego dalle 14 alle 16 ore”.

La sua attività ha avuto una risonanza mondiale. Com’è nato tutto questo?
“Quando ho deciso di imparare l’arte della costruzione del marranzano, ho iniziato a studiare per conto mio la tradizione di questo strumento. Mi sono rivolto, prima, al più vecchio costruttore di marranzani, Giuseppe Alaimo, che abitava a Resuttano. U “zu Pippinu” mi ha fornito delle lezioni pratiche e teoriche. Moltissime cose le ho imparate da lui. Poi, ho partecipato al Marranzano Word Festival che si svolge a Catania ogni due anni e lì mi sono fatto una cultura. Da allora, nella mia bottega, sono venute tantissime persone e ho imparato molte cose. Ad esempio, in Sardegna viene chiamato “Trunfa”, cioè “tromba da bocca”.

In una regione della Russia viene insegnato come strumento d’obbligo nelle scuole, al posto del flauto dolce. Ho avuto modo di parlare con tanti musicisti e sono felice di aver portato la tradizione del marranzano siciliano nel mondo, perché ogni mio pezzo è un pezzo unico. Ma io sono sempre Carmelo Buscema, fabbro, che ha una piccola bottega a Monterosso Almo.

Irene Savasta
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