Economia Nuove risorse 12/09/2017 10:19 Notizia letta: 630 volte

Cactus! Dal ficodindia un olio benefico

Il petrolio verde della Sicilia
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Il ficodindia siciliano custodisce dei semi dai quali si può ricavare un olio benefico. Con proprietà nutraceutiche e farmaceutiche di qualità superiore rispetto agli oli contenuti nei frutti coltivati in altre regioni del Mediterraneo, come l’Algeria, il Marocco o la Tunisia. A rivelarlo è uno studio appena pubblicato sull'European Journal of Lipid Science and Technology da un team di ricercatori composto da chimici e agronomi del Cnr e delle Università di Catania e Palermo, su input del costituendo Distretto produttivo del Ficodindia di Sicilia.

Spiega Mario Pagliaro, ricercatore chimico al Cnr: "Abbiamo verificato che ha un’alta concentrazione di altri acidi grassi insaturi a lunga catena, associati a diversi benefici per la salute, e in particolare sulla composizione dei lipidi plasmatici, con benefici sulla funzione cardiovascolare". Già utilizzato in cosmesi per usi simili a quelli del più noto olio di Argan, l'olio di ficodindia ha proprietà nutraceutiche uniche, incluso un elevatissimo contenuto di Omega 3 e vitamina E. Può infatti essere usato come additivo alimentare e costituire ingrediente per capsule, polveri e sciroppi.

Tra gli elementi di rilievo di questa ricerca c'è la dimostrazione di come la conversione di una tonnellata di frutti di scarto – considerati cioè non idonei a essere messi in commercio (perché troppo piccoli, ammaccati o compromessi da grandine e parassiti) – consenta alle imprese agricole di generare un reddito extra di circa 1.200 euro, tra oli essenziali, pectina, coloranti: i cosiddetti derivati.

La scoperta scientifica, fatta da ricercatori siciliani, potrebbe quindi aprire le porte a un nuovo business del ficodindia, che ruota attorno all’agroindustria.  

In Sicilia ci sono quattro poli produttivi: l’Etna e la zona di San Cono nel Catanese, Roccapalumba nel Palermitano e Santa Margherita Belice nell'Agrigentino, che complessivamente hanno una superficie specializzata che si aggira tra i 2.200 e i 2.500 ettari. Ogni ettaro produce mediamente cento quintali di fichidindia. Il 10% circa del prodotto non è idoneo alla commercializzazione. Un litro di olio viene estratto da cento chili di semi e sul mercato ha un valore di 500 euro. «Una tonnellata di frutto di scarto è quotata a 150 euro circa.

Adesso tocca agli imprenditori farsi avanti. Al momento una sola azienda, a Paternò, estrae olio dai semi di ficodindia. «Si tratta però di piccolissimi quantitativi, finora non più di 20 litri. 

Redazione
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