Cronaca Padova 19/09/2017 09:23 Notizia letta: 14645 volte

A Padova si fingeva magistrato o poliziotto, arrestato Giorgio Covato

Il genio della truffa
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Padova - Ha commesso truffe per 250 mila euro in Veneto, ma alla fine è stato beccato. E' successo ad un sorvegliato speciale di Scicli che si trovava in soggiorno obblicato a Padova: lui è Giorgio Covato, 37 anni, in domicilio temporaneo a Brugine e in carcere dall'agosto scorso.

Covato è riuscito ad ottere anche un finto contratto di lavoro per poter girare liberamente e svolgere la sua attività criminale anche presentandosi come un alto magistrato del Palazzo di Giustizia di Padova.

E poi, beffando e raggirando persone che avevano grane con la giustizia, sempre fingendosi esponente delle forze dell’ordine o dipendente degli uffici giudiziari, è riuscito a ottenere fascicoli e documentazione in tribunale per poi farsi pagare le sedicenti consulenze o i colloqui con i magistrati (mai svolti). L'accusa è quella di usurpazione di titoli.
Il 5 aprile scorso si presenta nel B&B Casa Carlotta, a Sant’Angelo di Piave, accompagnato da una romena 25enne: Covato chiede di pernottare due notti, ma ne paga una sola. E, fregiandosi della stessa qualifica, frequenta una pizzeria da asporto a Brugine facendosi cambiare assegni e chiedendo in prestito 60 euro. Mai restituiti.

La cosa davvero incredibile è che Covato è riuscito a beffare i giudici ragusani quando nel luglio 2016 sbandiera il contratto di lavoro stipulato con una ditta di Vedelago (pure raggirata) potendo così muoversi senza restrizioni. Poco dopo riesce pure a spuntare con il tribunale di Catania un affidamento ai Servizi sociali per evitare la condanna detentiva (1 anno e 8 mesi) con la scusa di aprire una partita Iva.

Le truffe. Il Gip Mariella Fino nell'ordinanza di custodia cautelare in carcere: " E' forte della sua capacità di ingannare, carpisce notizie dagli impiegati". Tra le vittime, i genitori dell’ex compagna Daiana Barbin , 33 anni di Brugine (indagata e con l’obbligo di dimora) che si sono ritrovati alle costole banca Compass: risultavano non aver saldato le rate relativi a prestiti per 43 mila euro. Giorgio Covato, spacciandosi pure con loro per un ufficiale di polizia giudiziaria della procura, aveva fatto firmare alla coppia carte in cui risultavano beneficiari di prestiti.

Irene Savasta
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