Giudiziaria Vittoria

Le mani sulla città

Aiello è fuori dall'inchiesta
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Vittoria - Di sicuro, c'è soltanto che Francesco Aiello è fuori da questa inchiesta. Non accenna a placarsi il terremoto giudiziario che ha investito stamattina la città di Vittoria. I Finanzieri del Comando Provinciale di Catania, su delega della DDA del Comando provinciale di Catania, stamattina hanno eseguito un’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal GIP del Tribunale etneo nei confronti di 6 persone, in quanto ritenute responsabili di scambio elettorale politico – mafioso per fatti attinenti alle elezioni amministrative tenutesi nell’anno 2016 del comune di Vittoria. Come ormai tutti sanno, i personaggi più noti di questa faccenda sono l'ex sindaco Giuseppe Nicosia e il fratello Fabio. E’ stata inoltre applicata la misura interdittiva della sospensione dai pubblici uffici nei confronti dell’assessore al bilancio dell'epoca, Nadia Fiorellini, per falsificazione delle autenticazioni delle sottoscrizioni delle liste elettorali. Intanto, anche l'attuale sindaco Giovanni Moscato è stato travolto dall'inchiesta.

Arresti domiciliari nei confronti di: Giuseppe Nicosia, 54 anni,  già sindaco di Vittoria per due mandati consecutivi dal 2006 al 2016; Fabio Nicosia,51 anni, frarello del precedente, eletto consigliere comunale a Vittoria nella tornata elettorale del 2016; Giombattista Puccio, 57 anni, detto “Titta u ballerinu”, di cui è stata accertata giudizialmente nel 2003 la contemporanea appartenenza alle associazioni mafiose “Cosa Nostra” e “Stidda”; Puccio è stato inoltre coinvolto in diverse operazioni condotte nei confronti del clan stiddaro “Dominante – Carbonaro” (Operazioni Squalo nel 1994 e “Flash Back” nel 2006) ed è indicato da più collaboratori di giustizia quale attuale esponente di spicco della Stidda; Venerando Lauretta, 49 anni, già condannato per la sua appartenenza al clan “Dominante – Carbonaro”; Raffaele DI Pietro, 55 anni e Raffaele Giunta, 55 anni, entrambi gravati da vari precedenti penali; i due risultano aver svolto un ruolo di intermediazione attiva nell’accordo criminale stretto tra politica e mafia.

Sono state effettuate intercettazioni telefoniche, perquisizioni, sequestri e acquisizioni documentali. Il quadro delineato dai collaboratori di giustizia è infatti molto ampio ed evidenzierebbe come i fratelli Nicosia abbiano ricevuto a Vittoria il sostegno elettorale della “Stidda” sia nelle amministrative del 2006 e 2011, sia nelle regionali/nazionali del 2008 e 2012. Il convogliamento dei voti, secondo il dato univocamente acquisito, veniva ripagato dal sindaco Giuseppe Nicosia con l’assegnazione di appalti e posti di lavoro a favore degli attuali coindagati Giunta e Di Pietro.

Si inserisce in questo quadro la strategia politica dei fratelli Nicosia, orientata a mantenere e consolidare il peso e l’autorevolezza conquistati nel corso dell’ultimo decennio nelle decisioni del governo locale. Il collaudato sistema clientelare si reggeva inoltre anche sui voti degli operatori ecologici: alle ultime elezioni, il sindaco uscente Giuseppe Nicosia assicurava infatti l’assunzione di 60 dipendenti dalla società subentrante nella gestione dei rifiuti a Vittoria. Nel corso delle indagini è stata tra l’altro altresì monitorata una riunione, sollecitata dal Di Pietro, tra i fratelli Nicosia e i lavoratori dell’azienda di gestione dei rifiuti, finalizzata a sancire il sostegno elettorale di quest’ultimi in favore dei Nicosia. Nelle fasi antecedenti la competizione elettorale del 2016, sono stati registrati contatti tra i Nicosia e gli esponenti di vertice del clan stiddaro Puccio Giombattista e Lauretta Venerando. Si è accertato in particolare che Raffaele Giunta, anch’egli candidato al Consiglio Comunale prima che uno scandalo mediatico gli imponesse il ritiro dalla competizione, chiamava Venerando Lauretta richiedendo allo stesso la ricerca di voti a suo favore.

Lauretta, in risposta, evidenziava di essere già impegnato a sostenere la coalizione appoggiata dai Nicosia, aggiungendo che, in cambio, gli era stato promesso dal sindaco uscente lo sgombero di un edificio pubblico, dove consentirgli di avviare un centro di assistenza per persone con handicap. Il primo giugno 2016 gli investigatori hanno assistito a un incontro tra Fabio Nicosia e Puccio Giombattista, svoltosi presso la sede di una società di imballaggi in cartone. Il contatto tra Puccio e Nicosia è stato confermato anche da successive captazioni di conversazioni telefoniche tra Di Pietro e Puccio. Da queste ultime si è rilevata la disponibilità del Puccio a fornire sostegno elettorale in cambio di benefici connessi allo svolgimento delle attività economiche gestite dal proprio figlio nel settore della rimozione dei rifiuti.

Da ultimo, destinataria della misura interdittiva è Nadia Fiorellini, all’epoca dei fatti assessore al Comune di Vittoria, che, nella sua qualità di pubblico ufficiale, risponde di falso ideologico in atto pubblico avendo falsamente autenticato come apposte in sua presenza numerose firme per la presentazione della lista elettorale “nuove idee” in cui era candidato Fabio Nicosia, firme che di fatto erano state invece apposte dai coindagati Di Pietro e Giunta. durante il turno di ballottaggio che ha portato all'elezione di Giovanni Moscato a sindaco di Vittoria, svelano un quadro a tinte fosche dell'intreccio di interessi che dalla sinistra alla destra, hanno creato un asset di accordi trasversali nella città.    

L'inchiesta, come si diceva, toccherebbe anche l'attuale sindaco Giovanni Moscato: Pippo e Fabio Nicosia, infatti, venivano dalla sconfitta al primo turno della loro candidata, Lisa Pisani. Occorreva posizionare il pacchetto di voti in favore del candidato accreditato come vincente, Giovanni Moscato, beneficiario di incarichi legali durante la giunta Nicosia, come affermato in conferenza stampa dai giudici inquirenti.
Un rapporto di collaborazione solido, pur nella formale e ufficiale distanza politica che intercorre fra due esponenti del Pd, i fratelli Nicosia, e un uomo di An, Giovanni Moscato. Il sindaco di Vittoria, ha già fatto sapere che la sua posizione sarà chiarita domani durante una conferenza stampa indetta a Palazzo Iacono.

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