Lettere in redazione Modica 01/10/2017 12:04 Notizia letta: 906 volte

Modica verso il dissesto, le preoccupazioni

Ci scrive l'avv, Antonio Ruta, per Art. 1
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Modica - Con le deliberazioni n. 150 e 151 del 2017 la Corte dei Conti ha decretato il dissesto nanziario del Comune di Modica e dichiarato l’inammissibilità della rimodulazione del piano di riequilibrio del 30 maggio u.s.-
Questo fatto rappresenta il risultato dell’azione politico-amministrativa del Sindaco Abbate, il quale ha deliberatamente disatteso gli impegni assunti con il piano di riequilibrio del 2012, come rimodulato dallo stesso Abbate, per ben tre volte tra il 2013 e il 2014, oltre ad avere platealmente ignorato tutte le sollecitazioni e le censure formulate dalla Corte dei Conti con le diverse deliberazioni degli ultimi due anni. Oggi, anche la be a di un ulteriore giudizio di impugnazione, la cui unica certezza è costituita dalle relative spese legali a carico dei modicani.

Lungi dall’ipotizzare una concomitante forma di delirio di onnipotenza, non possiamo non stigmatizzare che la condotta del primo cittadino, riducendo la la questione nanziaria a mero fatto numerico, piuttosto che di Visione Politica, denuncia la sua totale inadeguatezza al ruolo che gli è stato a dato.
Esprimiamo la nostra preoccupazione per le sorti della città, per i dipendenti comunali, per i dipendenti delle società partecipate, per le cooperative sociali, per i fornitori del Comune, che si trovano oggi di fronte ad un concreto rischio di fallimento. A tal proposito riteniamo che si debbano assumere tutti gli strumenti necessari per tutelare i diritti dei creditori del Comune dalle drammatiche conseguenze prodotte del dissesto economico e chiediamo sin d’ora di sapere quali iniziative stia assumendo, in tal senso, il primo cittadino.

Rimaniamo esterrefatti, poi, delle dichiarazioni del Sindaco Abbate, quando da un lato tenta di scaricare sue speci che responsabilità su altri amministratori e dall’altro lato giunge anche ad insinuare un accanimento di natura politica nei suoi confronti.
Il combinato di tutto quanto sopra descritto costituisce, a nostro avviso, la prova inconfutabile di un fallimento amministrativo e politico, di cui Ignazio Abbate è l’esclusivo autore e responsabile, di fronte alla cui presa d’atto, in un paese normale, le dimissioni rappresenterebbero, nell’esclusivo interesse della comunità, l’unica strada perseguibile.

Antonio Ruta
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