Attualità Ragusa 08/10/2017 17:45 Notizia letta: 310 volte

L'esperienza di Biagio Conte a Ragusa

Il libro/intervista “Qualcosa di prezioso che accade
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Ragua - Nella chiesa della Badia a Ragusa è stato presentato sabato il libro/intervista “Qualcosa di prezioso che accade. La Missione di Speranza e Carità raccontata da Biagio Conte a Francesco Inguanti (People & Humanities 2017). Il testo, accompagnato dalle presentazioni del Cardinale Paolo Romeo e dell’Arcivescovo Corrado Lorefice, raccoglie quattro interviste rilasciate da Biagio Conte a Francesco Inguanti nel corso degli ultimi due anni su aspetti particolarmente significativi della sua vita e della Missione di Speranza e Carità che opera a Palermo da oltre 25 anni.

I lavori sono stati introdotti da Mario Tamburino, Responsabile del Centro Socio Culturale Ibleo. che insieme alla casa editrice People & ha organizzato l’evento.
Tamburino ha ammesso subito che la lettura del libro gli ha aperto parecchie domande e questioni perché la figura di Biagio Conte lascia “quanto meno perplessi”. Tratteggiandone le tappe salienti della sua vita e l’operosità che ne è derivata ha poi affermato: “Quest’opera è un mistero o, se preferite, qui il Mistero opera”.

E dallo steso interrogativo è partito Franco Antoci, presidente dell’opera Pia Collegio Marisa Santissima Addolorata che dalla lettura si è fatto mettere in questione proprio la sua lunga attività politica e di amministratore. Si è soffermato sulle pagine che descrivono il rapporto tra la Missione di Speranza e Carità e la burocrazia, ammettendo come tale rapporto sia sempre dialettico e talvolta drammatico e concludendo che molte di queste difficoltà nascono da una legislazione che in Italia è particolarmente complessa e farraginosa, che non aiuta il rapporto col cittadino, neanche quando si tratta di Biagio Conte e della sua operosità sociale.
Il Vescovo della Diocesi Mons. Carmelo Cuttitta, che nella sua qualità di segretario del cardinale Pappalardo all’inizio e di vescovo ausiliario del cardinale Romeo alla fine, ha ripercorso alcuni avvenimenti particolarmente significativi di questa lunga storia di cui è stato anche lui privilegiato testimone.

Molto interesse ha suscitato tra i presenti il racconto del primo incontro di Fratel Biagio con il Cardinale Pappalardo, che riuscì ad intuire già nel primo colloquio le potenzialità racchiuse in quel giovane che chiedeva aiuto per poter aiutare i barboni alla stazione centrale di Palermo. “Ricordo – ha detto con un pizzico di commozione – che il colloquio che doveva durare alcuni minuti si protrasse per tutta la mattinata, facendo saltare tutti gli appuntamenti in programma. Già questo piccolo dettaglio mi fece comprendere che ci trovavamo di fronte una persona a dir poco fuori dalla norma”.
Si è poi soffermato sulle tante occasioni in cui Fratel Biagio compiva azione definibili da “pazzo di Dio”, che necessitavano poi “anche da parte nostra che stavamo in Curia l’impegno per trovare soluzione legittime e efficaci, salvaguardano sempre il suo impeto, la sua generosità e la sua profonda fiducia nella misericordia”.

L’incontro è stato concluso da una significativa testimonianza di Fratello Davide, il volontario della Missione che ha accompagnato Biagio Conte nel suo viaggio missionario in Sardegna e nel nord Italia.
“Tutti mi chiedono – ha iniziato – di spiegare le ragioni del viaggio. Esse sono racchiuse nelle parole testimonianza e missione quelle che Fratel Biagio ha ribadito in tutti gli incontri che abbiamo fatto. E poi mi chiedono perché l’ho accompagnato. La scelta di non lasciarlo solo in questi quasi due anni di cammino è stata presa in Missione e in questo accompagnamento ci siamo alternati in tanti per il bene comune. Io ho avuto la grazia di attraversare con lui la Sardegna e di compiere l’ultima parte, quella che si è snodata nelle regioni dell’Italia Settentrionale”.

Gli è stato esplicitamente chiesto di raccontare meglio lo svolgimento del viaggio. “Il viaggio - ha proseguito - è stato connotato da una forte spiritualità da una parte, accompagnata dall’altra dalla concretezza dei rapporti nati nel corso degli incontri. Le giornate, tutte affrontate senza alcuna precisa e dettagliata programmazione, si svolgevano tra i numerosi momenti di preghiera sia lungo il cammino che negli incontri con i gruppi di fedeli che ci venivano incontro, sia negli incontri casuali con quanti incontravamo lungo il percorso. Quindi molta preghiera, ma anche molta disponibilità all’ascolto dei tanti casi umani in cui ci siamo imbattuti”.
L’incontro ha colpito tanti tra i presenti e molti hanno concluso esprimendo il desiderio di recarsi a Palermo per conoscere più direttamente Fratel Biagio e la Missione Speranza e Carità

Redazione
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