Sanità Alimentazione e perso corporeo 24/10/2017 13:04 Notizia letta: 759 volte

La dieta del cavolo contro la colite, cura l'intestino

Dieta. Una porzione di broccoli al giorno previene coliti e la cosiddetta sindrome della permeabilità intestinale, o dell'intestino gocciolante. La cura.
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Dieta. Cavoli per dieta.
Esiste un problema intestinale, che gli inglesi chiamano “Leaky Gut Syndrome”, sindrome dell’intestino gocciolante: le pareti intestinali “gocciolano” come un rubinetto che perde acqua perché nella mucosa che le ricopre si creano alcune fessure attraverso le quali passano sostanze tossiche e patogeni. Le falle delle difese intestinali possono mettere a rischio la salute dell’organismo e scatenare malattie infiammatorie di vario tipo come artriti o malattie cardiovascolari, o malattie autoimmuni come la tiroidite di Hashimoto.

Una dieta per la salute intestinale individua come soluzione le crucifere, come broccoli, cavoletti di Bruxelles e cavolfiori. Secondo uno studio del Journal of Functional Foods  broccoli e affini rinforzano le barriere intestinali e, di conseguenza, il sistema immunitario dell’intero organismo. In particolare, i broccoli prevengono la cosiddetta “sindrome della permeabilità intestinale”.

Lo studio della Pennsylvania State University di University Park (Usa) è l’ulteriore conferma alla teoria che lega a filo doppio il benessere dell’organismo alla salute della pancia.
Tutto dipenderebbe da uno specifico recettore presente nell’intestino, il recettore arilico AhR (Aryl Hydrocarbon Receptor). Ahr ha un ruolo chiave nella difesa immunitaria, innescando la risposta dell’organismo alle contaminazioni ambientali e alle tossine. Ma cosa c’entrano le crucifere? Tali verdure contengono composti chimici chiamati glucosinolati che, una volta entrati nello stomaco, si scindono in altre sostanze, tra cui l'indolocarbazolo (Icz).

L’azione protettiva scatta quando l’Icz si lega all’Ahr nell’intestino “risvegliando” le difese delle barriere intestinali contro gli agenti patogeni. E tutto ciò avviene nella giusta misura. I broccoli e le altre verdure simili, infatti, attivano l’Ahr esattamente quel tanto che serve a proteggere l’organismo da “attacchi esterni”, ma non vanno oltre. Un’iperstimolazione dell’Ahr avrebbe al contrario effetti tossici.

I broccoli rappresentano un alimento molto amato perché, oltre al gradevole e gustoso sapore, il broccolo ha pochissime calorie (27 per 100 gr.) e viene quindi spesso consumato nelle diete ipocaloriche. 

Redazione