Attualità Vip e malattie rare 01/11/2017 19:47 Notizia letta: 3197 volte

Victoria Cabello: Guarita da malattia, zecca mi ha messo ko

Victoria Cabello: «Mi sentivo stanca, poi la cosa è andata peggiorando, ma non si arrivava a una diagnosi». Il calvario. Come diagnosticare la malattia di Lyme.
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Victoria Cabello. Gli ultimi anni sono stati un incubo per Victoria Cabello, 42 anni, londinese. Ora il suo ritorno in televisione dopo tre anni, finalmente guarita da una malattia — quella di Lyme, un batterio che attacca le zecche e viene così trasmesso all’uomo — — chein Italia ancora poco conosciuta

«All’inizio mi sentivo tremendamente stanca, poi la cosa è andata peggiorando, ma non si arrivava a una diagnosi. Del resto sono sempre stata un po’ avanti: anche in questo caso sono il primo personaggio pubblico in Italia ad aver sofferto di questa malattia. Resto una trend setter». Scherza, come è abituata a fare per ogni cosa, su un problema che poteva essere più grave di quanto già è stato. Lo sa, in questi anni ha studiato: «Sono diventata la Carlo Verdone (noto ipocondriaco, ndr) dei parassiti: so tutto. Una sera, ubriaca, ho anche comprato un dominio: The Health Pusher. E ora sogno un programma di medicina con Luciano Onder».

Ma cosa è questa malattia e chi ne può soffrire?

Le persone più a rischio sono ovviamente gli escursionisti, che entrano facilmente in contatto con la natura.

La Malattia o Morbo di Lyme o Borreliosi è un’infezione veicolata dalle zecche che colpisce soprattutto la pelle, le articolazioni, gli organi interni e a volte il sistema nervoso. Se ne fa oggi un gran parlare perché ad esserne colpite sono state (anche) la famosa modella statunitense Bella Hadid e sua madre Yolanda Foster, che hanno racchiuso la loro esperienza in un libro. Ma che cos’è nello specifico la malattia di Lyme? E quali sono le cure?

La malattia di Lyme o Borreliosi (l’agente patogeno è la Borrelia), che prende il nome dall’omonima cittadina americana in cui fu descritto il primo caso nel 1975, è più comune di quanto si pensi, tanto che è consideratala più frequente patologia umana trasmessa dalle zecche.

Fa parte del gruppo delle antropozoonosi, ovvero di quel gruppo di malattie che possono essere trasmesse dagli animali vertebrati all’essere umano: vettore dell'infezione, infatti, sono le zecche, che, si infette per aver morso un animale malato, può trasmettere l'infezione all'uomo.

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Le zecche sono dei parassiti ematofagi che vivono sulla cute dell'animale, al quale si attacca attraverso il proprio rostro. Succhiando il sangue dell'ospite si ingrossano per poi diventare adulte e liberare sul terreno molte uova, dando vita così ad un nuovo ciclo.

Possono infestare in qualsiasi periodo dell'anno, ma sono più frequenti dalla primavera all'autunno, quando il clima è più caldo e umido. Tutti i cani possono essere interessati, ma soprattutto quelli che frequentano zone boschive, dove è maggiore la presenza di animali selvatici (possiamo includere in tale categoria quindi i cani da caccia).

La malattia di Lyme è causata principalmente dal batterio Borrelia burgdorferi sensu striato, che è presente in Europa ed è l’unico agente di infezione nel Nord America. Ma ci sono anche il Borrelia afzelii e il Borrelia garinii, che si trovano invece in Europa, in Asia e in Africa. I principali veicoli dell’infezione possono essere, oltre ai cani, anche animali selvatici come roditori, caprioli, cervi, volpi o lepri.

Il morso della zecca è indolore, pertanto tende a non essere riconosciuto immediatamente; la prevenzione, anche in questo caso risulta importantissima, dal momento che evitare il contatto con le zecche abbatte il rischio di contrarre la malattia di Lyme. A detta di ciò, è comprensibile come durante le escursioni montane si debba porre particolare attenzione, dato che le zecche tendono a riprodursi proprio in questi luoghi.
Il rilevamento di una zecca sulla pelle deve allertare il soggetto: in questi casi, si raccomanda di asportare delicatamente la zecca con una pinzetta, senza schiacciarla o strapparla, e di disinfettare la zona. Per assicurarsi che la zecca non abbia creato danno e trasmesso la malattia di Lyme, si consiglia un immediato controllo medico.

Si osserva che per i pazienti in cui la malattia di Lyme viene riconosciuta sin dai primi sintomi, e prontamente trattata, la prognosi è buona.
La terapia d'eccellenza è costituita da antibiotici, il cui trattamento va generalmente proseguito per tre settimane; i corticosteroidi possono completare la terapia antibiotica in caso di malattia di Lyme particolarmente aggressiva.

Redazione