Attualità Catania 03/11/2017 10:43 Notizia letta: 7874 volte

Il patto dell'arancino

Cena alla "Trattoria del Cavaliere"
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Catania - La foto del giornalista Mario Barresi ci restituisce un gruppo di famiglia in un interno. La regia, però, non è di Luchino Visconti, ma dell’ineffabile Gianfranco Miccichè. Seduti alla “Trattoria del Cavaliere” (scelta azzeccata che non manca di un certo humor), i nostri attori protagonisti sono l’araba fenice cavaliere Silvio Berlusconi, il candidato alla Regione per il centro destra, Nello Musumeci, la Sorella d’Italia Giorgia Meloni, il moderatissimo Lorenzo Cesa, l’intenditore di cannoli siciliani Matteo Salvini e il raffinato Vittorio Sgarbi. Abbiamo saputo che il menù della nota trattoria, fra le tante portate, prevedeva anche pesce all’acqua pazza e arancini.

E fra un arancino e l’altro è qui che ieri sera, coloro che si sono erti a nuovi padri costituenti della Sicilia hanno potuto sigillare un patto per i prossimi cinque anni di governo, sempre ammesso che qualche Grillo di troppo non rovini i sostanziosi piani per il futuro. E’ il patto dell’arancino, con la “o” finale, rigorosamente alla catanese, che è stato stipulato ieri sera. Che cosa prevede questo patto, in effetti, non è dato saperlo. Di certo, Berlusconi ieri alle Ciminiere ha deliziato tutti con alcuni suoi cavalli di battaglia, assi che tira fuori dalla manica ogni volta che ci sono le elezioni, ritornano sempre come i brufoli dopo aver mangiato troppa cioccolata.

Stiamo parlando dell’eterno ponte di Messina, un’opera che viene agitata come uno spauracchio per far paura ai bambini la notte di Halloween: “Guarda che costruiscono il ponte sullo stretto!”, dice il papà con occhi minacciosi per far andare a letto il figlio. Un’opera la cui utilità è stata spiegata in maniera veramente esaustiva; se qualcuno chiede “perché bisogna fare il ponte sullo stretto?”, “Perché è si”, ti rispondono. Chiaro, preciso, puntuale. E’ il Partito Preso, un partito a cui hanno aderito tutti quelli che vogliono il ponte.

Sia chiaro: non è che sarebbe teoricamente un’idea brutta quella di snellire il traffico che si forma a Messina, soprattutto ad Agosto. Il problema è un altro: a che serve avere un ponte iper-tecnologico quando sia al di là che al di qua dello stretto ci si mette in auto e le strade sembrano mulattiere? Magari risolvere il problema della viabilità potrebbe essere la vera priorità. Stranamente, però, a nessuno viene in mente di proporre quest’idea in campagna elettorale, forse perché è poco trendy. Poi, un altro modo per risolvere i problemi in Sicilia, sempre secondo il Cavaliere, è quello di fare un casinò a Taormina. Così, tanto per gradire. Un bel casinò per incentivare il turismo di gente danarosa, che spende come se non ci fosse un domani, ma solo a Taormina e in alberghi di lusso. Pazienza per tutti gli altri che magari avevano pensato a un rilancio del turismo nell’Isola migliorando la rete museale o incentivando le forme di ospitalità nei piccoli borghi. Pezzenti. A questo punto, non resta che augurarvi una cosa: buon appetito.

Irene Savasta
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